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[Volume primo e volume secondo.]
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impedito il compimento la mor-te che lo colse ai 19 dell’agosto181 3 (1). Studiava indefesso : ama-va gli scolari più colle premure diun padre che con quelle d’ unmaestro 5 e, colpa non rara ne’let-terati, trascurava troppo e il mo-rale e gl’interessi di sua famiglia.

Cesare Cantu'.

LABOUREUR ( FrancescoMassimiliano), nacque in Roma ildin di novembre 1767 di Massi-miliano Laboureur scultore an-ch’ egli, e di Paola Salomoni. Es-sendosi esercitato a lavorare nellascuola del padre, siccome uomod’ingegno divenne: ancor giovi-netto assai pratico dell’arte sua, emolte opere condusse che fecerochiaro il suo nome . Imperocchédestatosi anch’ egli alla voce delgrande italiano, cui dee l’Europaquesto eccellentissimo grado nelquale veggiamo essere la scoltura,cosi caduta nella metà del secolpassato, posesi assai per tempo aben considerare le maraviglie diquella giovinezza esterna, dellaquale vivono le opere del grecoscarpello. Quindi non tardò a far-si del bel numero di coloro , chedato bando alle forzate movenzeed agli svolazzi, stimarono il bel-lo ed il grande stare nella sempli-cità, e più che mediocremente in-tesero le finezze dell’arte. L’acca-demia di s. Luca lo annoverò fra’suoi accademici di merito il di 3ottobre 1802 col cav. Raspare Lau-di ; indi nel 1812 lo scelse catte-dratico di scultura insieme col ce-lebrato commendatore Thorwald-sen, e nel 1820 lo volle inoltrepresidente, confermandolo ancheper gli anni 1821, e 1822. a Sotto

(1) Il cav. Mustoxidi scrisse ( nelGiornale italiano anno 1812 n. 363) unbell’articolo sopra questa opera. Fu poiristampato nelle sue Prose Varie, Mi-lano, per Niccolò Beltoni; 1821.

Nota delt Editore.

a 53

» il Laboureur (dice a carte 4 ln l’autore delle Memorie dell' arca-vi demia di s. Luca) l’accademia si» trovò stabilita sulle salde fonda-li menta di un prudente statuto,» animata dall’ esempio di valoro-ii sissimi professori , e scorta dal11 favore di un generoso protetto-li re nella persona di sua eminen-ti za reverendissima il sig. card.« Pacca camerlengo di santa chie-)i sa : tanto che con pacato animo'ii potè intendere alla coltura dei11 nobilissimi suoi studi e 1’ antica» fama sostenere » . Fin qui ilMissirini. Trista cosa però, in mez-zo quelle prosperità afflisse acer-bamente nella sua presidenza l’ac-cademia non pure, ma tutto il re-gno delle arti belle : voglio direla morte del principe perpetuo,marchese Antonio Canova, che fa-moso di altissima celebrità, fra ilcompianto di tutta Europa, la mat-tina dei 1 3 di ottobre 1822 volòda questo a secolo più tranquillo.

Il cav. Laboureur fu di que’pro-fessori che tennero sempre fermoil pensiero all’ arte: uomo assai re-ligioso, cordiale, compassionevole:facilissimo inoltre e molto a casoin tutte le cose sue. Le opere piùnominate di tale maestro ( per-ciocché egli cominciò 1’ arte pertempo, e lavorò assai non solo perRoma , ma per l’Inghilterra e perla Russia) sono la Statua di Napo-leone, figura togata alta palmi i 3romani, commessagli dal ministrofrancese Cacault; una Concezionedi nostra Donna per la cattedraledi Lione, allogatagli dall’eminen-tissimo Fesch: un gra-

ziosissimo e scolpito di naturale,eh’è nella imperiale galleria diVienna : un Metabo che insegnaa Camilla il trar d’ arco, presso ilprincipe Esterhazy ; la Statua dis. Francesco Caracciolo da porsifra le altre de’ fondatori degli or-dini religiosi nella basilica vati-cana: oltre &'sepolcri del fanciullo