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[Volume primo e volume secondo.]
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269
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Scoprire i principi! delle scienzee delle arti, onde potere più facil-mente trattarle, è uno de’ maggio-ri sussidi che recar si possano al-l’umana ragione. Tale sembra es-sere stato lo scopo del Corniani,quanto all’agricoltura, in questasua operetta.

Nelle due parti teorica e prati-ca, in che si divide, adoprasi eglinel provare, che-l’aria infiamma-bile condensata ( Gas idrogenode’ moderni Chimici) creduta l’i-poteticoflogisto sia la prima ca-gione, che avvalora la vegetazio -ne, tenendo per certo, che l’acqua,i concimi e tutto che in naturaaiuta l’incremento de’vegetabilivi contribuisca per lo sprigionar-si appunto dell’ aria infiammabile.Assai principii, da’quali dipendela tesi sostenuta dall’autore, nonreggono più giusta le dottrine fi-sico-chimiche de’ nostri dì ; mo-strano però , siccome notammo ,che egli seguiva i progressi dellescienze naturali , e tentava di a-dattarne le teoriche alla utilissimadelle arti.

E qui faremo breve cenno e-ziandio di altra opera d’agrariapubblicata dal Corniani col tito-lo ; Principii di filosofia agrariaapplicata al distretto degli Orzi-nuovi ( i ) compresa in quattro le-zioni, dette all’ accademia agrariache a’ suoi giorni era in Bresciarivolta agli studi di agricoltura,commercio, arti, mestieri e mani-fatture. Ottimo divisamento si fua mio senno quello di accentrarele proprie considerazioni agrariein un solo distretto, anzi che fa-vellare di agricoltura universaledopo tante opere di tal fatta pub-blicate in tutte le lingue; peroc-ché l’agricoltura vuol essere accon-ciamente adatta alla natura delleterre ed alla varietà del clima.

L’ opera del Corniani può dirsi

(i) Brescia, 1782.

un compendioso trattato di agricol-tura adatta al territorio degli Orzi.In fatti, premessa la storia di quelforte e del suo distretto, ed alcuneosservazioni intorno alle varie spe-cie di terre, a’concimi ed ai lavori,con dottrine chimico-agronomichedivide il Corniani quel territorioin tre classi di terre, vuol dire a-renose leggiere, argillose tenaci, emedie, cioè partecipanti le qualitàdelle prime e delle seconde. Di-scorre partitamente ogni pili utileproduzione di quel distretto, oraapprovando, or riprovando il pra-ticato, e consigliando migliori mo-di. Trapela ovunque un benevolodesiderio di promuovere l’indu-stria e di aggrandire la prosperitàdel Comune. Nel capo VII dellalezione terza è una digressione so-pra l’origine delle penurie; e piùdegli altri rileva quel capo, perchècombatte un errore, che ancor duranella provincia bresciana, la sover-chia coltivazione del grano turco.E.gli chiarisce, e la cotidiana speran-za rafferma, che ne’paesi montuo-si converrebbe al tutto astenersidal coltivarlo. L’ asciuttore è adesso infestissimo, e sarebbe da con-finarne la coltura alle terre pin-gui o alle irrigue. Non si dee im-putargli a colpa certa prolissità incose assai note , però che si pro-pose l’Autore di seguire passo pas-so tutto ciò che suggeriva la ma-teria che aveva alle mani.

Scrisse ancora il Corniani in fat-to di agricoltura alcune utili giun-te alle Trenta giornate di Agosti-no Gallo, le quali giunte spettanoalla coltivazione del grano turcoe del lino (1), e una Lettera sul-le gramigne e sulle canne.

Questo felice adattamento del-la legislazione, della fisica e dellachimica all’ agricoltura, il che di

( 1 ) A fac. 62 e seg. della nuova edi-zione accresciuta di annotazioni. Bre-scia, 1776.