quo’ giorni era più infrequenteche a’ nostri, oltre all’ avergli pro-cacciato l’onore che una sua ope-ra fosse ristampata nella raccoltade’ Classici Economisti Italiani,ed un’altra nel Magazzino di Na-poli, gli ottenne le lodi del Pa-ciaudi, il quale ebbe a dire, chemeritò il Corniani di essere lettoda filosofi e studiato da' dotti , e,ciò che più rileva, le lodi di Filip-po Re, il quale non dubitò di ono-rare il Corniani del titolo di filoso-fo pensatore e vero filantropo (i ).E questo sapere del Corniani val-se all’ accademia agraria brescianaper eleggerlo a suo presidente, perlo che ebbe il Corniani ad eserci-tare di bel nuovo l’ingegno neglistudi più utili e di pubblica eco-nomia, onde, come il chiedevanole circostanze, dettò scritture in-torno a ripari ed argini da farsi altorrente Mella, a ristauri di stra-de, all’annona, ai monti di pietà,alle manifatture del ferro e ad al-tri tali argomenti.
Ma, se tanta opera egli dava aigravi studi, npn erano per lui ne-gletti i più ameni. Difatti pubbli-cò del 1789 un Saggio sopra Lucia-no. Questa opera, come tutte le al-tre, onora la morale dell’Autore. Edivisa in dieci lettere dirette aduna dama coltissima (2) desidero-sa di conoscere l’arguto samosaten-se. Da un sogno suppone Lucianodi essere stato distolto dalla statua-ria per consacrarsi alle lettere. IlCorniani, saggiamente avvisando,premunisce contro il pericolo diun sì fatto esempio i giovaninati in bassa fortuna, a’quali con-cilia di seguire anzi le arti, che lelettere. Quindi fra i dialoghi chemeglio descrivono la religione, lafilosofia e il costume de’ tempi diLuciano, elegge i più acconci al
(lì I7b9- Dizionario ragionato degliscrittori di agricoltura.
(2) La contessa Lodovica Ostiani Fé.
suo morale intendimento, e ne of-ferisce un sunto a’ leggitori, ap-ponendovi savie considerazioni, eistituendo ingegnosi confronti trala filosofia e la civiltà de’ tempi diLuciano, e de’nostri. Punge i co-stumi moderni e i moderni filo-sofi, siccome Luciano pungeva gliantichi. Esamina anche sistemipolitici, e ne nota i difetti. Tischiera innanzi una serie di qua-dri, ciascuno de’ quali ritrae alcu-na bella virtù. Le opere di Lucia-no satirico per istituto gli offeri-vano assai più ritratti del vizio.Ma a che moltiplicarne le copie,-se sono troppi gli originali ? Il Cor-niani è ape che sempre elegge ilmeglio. Luciano in più luoghi del-le sue opere dipinge la felicità. IlCorniani ci presenta queste pit-ture, ma non potendo ad esse starcontento, ci dà egli medesimo unritratto della felicità, che assai piùne innamora per la bontà del cuo-re, e per la semplicità della vitacampestre, da cui risalta. Pace diail cielo alle tue ceneri, è Ì buonile benedicano, o candido zelatoredella virtù che la seguisti per tut-ta la tua vita e in ogni tua operala insegnasti !
Un anno dopoi divolgato il Sag-gio sopra Luciano, pubblicò il Cor-niani Ipiaceri dello spirito, ossiaanalisi dei principia del gusto edella morale. Anche questo scrit-to palesa un’ anima soavementetemperata a sentire le più dilicateimpressioni, e appassionata per lavirtù e pel bene generale, ed unamente sagace nel collegare ed il-lustrare verità già conosciute, af-finchè da tutti vengano amate eseguite per la pubblica e privatautilità.
Tolse a dimostrare il Corniani,che il bello e la virtù derivano dauno stesso principio, s identificanoa così dire in una stessa natura, performa che, se tu segui ed ami ilbello, devi per conseguente essere