Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
271
JPEG-Download
 

tratto al buono ed all’ utile : svol-ge il sottile argomento, e discor-rendo con fino esame le varie clas-si o sorgenti del bello, prova nonsolo avervi parte, ma essere in cia-scuna quasi essenzialmente legatala morale stessa, dal che deduce,essere ufficio del legislatore soste-nere e proteggere validamente leliberali discipline e le arti belle ,perchè, siccome efficaci a ingenti-lire gli animi e a far migliori i co-stumi, così son pur fonti sicure diutile pubblico e privato.

Ma il tempo basta ad assai cose,chi non sostenga di trapassare inoscuro e vile silenzio la vita. Peròbastava al Corniani, il quale conintenso volere s’ adoprò sempre aviver chiaro, a coltivare le lettere,e ad esercitare i civili negozi.

Del 1792 la repubblica venetavenne in pensiero di dar nuoveleggi alle monete in parecchie del-le sue provincie. Il Corniani fuchiamato a Venezia, onde essereconsultato in questo argomento.Ilecossi egli colà, e, visitate leprovince di confine, dettò le Ri-flessioni sulle monete (1). Dopole celebri opere degl’ illustri Gal-liani, Genovesi e Carli, non par-ve a lui inopportuno consiglio divenire per tal modo a confron-tare le proprie colle altrui medita-zioni. Sembrò quindi allo stessodi poter non indecore rispigolarein un campo, dove avevano mie-tuto con abbondanza straordina-ria que’valentissimi antesignani,che a nobiltà di scienza innalza-rono l’intricato affare delle mone-te. Il Galliani sopra tutti mise inpiena luce che i due nobili metallihanno valore da natura, perchèdotati d’ intrinseche virtù eccel-lenti, valore primigenio, innanzi-chè si usassero per moneta. E co-me i chimici de’ suoi tempi veni-vano con modi più esquisiti a pu-lì) Verona, per Giullari, 1796.

rificarli dalla mondiglia e dallascoria de’ minori metalli e di altriminerali, così egli con buone ra-gioni li francava dalla nota, cheil loro valsente si appoggiasse allaopinione, e si fortificasse precipua-mente dall’usarli per moneta. Di-chiariva giustamente i pregi chesortirono dalla natura , i qualiemersero splendidissimi agli occhidegli uomini fino dall’ epoca inche furono primamente trovatique’ metalli. E 1 ’ universale degliuomini, comprendendone assai dialtissimo intendimento, deve por-tare migliore sentenza di qualchesevero filosofo, il quale, vivendosoltanto a’suoi pensamenti ed a’suoi studi, non può affarsi agli al-trui.

Ma per tornare donde siamo par-titi, il nostro Corniani fa subbiet-to delle sue osservazioni il vantag-gio che può derivare dal rialza-mento del valor numerario dellemonete.

Noi, che abbiamo alle mani 1 ’aureo Trattato delle monete delGalliani, non sappiamo perchè ilnostro concittadino noveri quel-F ingegnoso Napolitano fra coloroche gridarono contro l’innalza-mento del valore delle monete ,mentre, senza preoccupazione diparte , appende a diritta lance idanni e gli utili che derivano alprincipe ed al popolo dal prefatoinnalzamento, e conchiude comepossa in molte contingenze esseread entrambi utilissimo. E scorta-to dalla storia prova come sia sta-to proficuo a’ Romani, che F usa-rono dopo la prima guerra Puni-ca, e fra le nazioni moderne allaFrancia , che a’ tempi di LuigiXI V mise vantaggiosamente ad ef-fetto questo espediente onde me-dicare le ferite, che la guerra leaveva aperte. Dall’ attenta letturache abbiamo fatta delle Riflessio-ni del Corniani, sebbene a pròdella sua causa alleghi egli pure