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questi fatti e gli accresca di altria questi consimili, abbiamo potu-to scorgere come tenda singolar-mente a provare quanto sia utilein alcuni eventi quell’accresci-mento di valore numerario che fail popolo delle monete, e che agioo corso abusivo dai monetografisuolsi appellare. Deriva egli que-st’utile dalla forza prepotente del-l’opinione, la quale a suo crederes’intromette nell’ apprezzamentodi qualunque cosa, sebbene ravva-lorarle si tenga dai più, che proce-da unicamente dall’utile di esse edalla rarità. L’ aumento di valorenelle monete acresce la circolazio-ne di danaro nel paese dove si man-da ad effetto, e ciò deriva dallosmaltire che si fa più presto del-le proprie derrate e merci, l’au-mento di valore nelle monetedivenendo agli esteri una dimi-nuzione di prezzo ; laddove lecose che dall’estero s’introducono,rincarando pel minor valore cheha ivi la moneta, viene a sminuir-si il commercio passivo, e ad ac-crescersi in buon dato l’attivo. Fa-voreggiando per tal modo que-sto accrescimento l’esportazionedelle derrate nazionali, difficultal’importazione delle estere, e famirabile consonanza colle leggi deisavi governi, che sogliono aggra-vare di dazi l’estere merci, ed al-leggerirli alle nazionali.
Egli però osserva che il predi-cato innalzamento non debbe usci-re da’limiti della convenevolezza,ma serbare modo conveniente, eraccomanda alle vigili cure de’ go-verni il mantenimento della inte-grità delle monete nel titolo e nelpeso, onde si mantenga pur essaquella illusione, nella quale con-siste l’accennato vantaggio, tolta laquale, scompare esso pure, comeavverte il Galliani, al quale pia-cque definirlo così: Alzamento del-la moneta è un, profitto che il prin-cipe e lo stato ritraggono dalla
lentezza con cui la moltitudinecambia la connessione delle ideeintorno a prezzi delle merci edella moneta.
Il Corniani fortifica di buone ra-gioni i suoi pensamenti, quasisempre col riscontro della storiae della sperienza, non lasciandosiper nulla traportare dalla balìa de’sistemi. Crebbe non poco il no-me di lui per quest’ opera, la qua-le ebbe luogo onorato nella colle-zione eh’è stata fatta in Milanodei Classici Economisti Italiani.
I maestrati della repubblica die-dero chiaramente a dividere inquanto pregio avessero le Rifles-sioni sulle monete, destinandonel’autore a presedere con onore-vole e lucroso titolo alla esecuzionedi quanto aveva proposto nell’ope-ra sua. Il Corniani di buon grado siassumeva un tale incarico : se nonche le preghiere di sua famiglia,a cui troppo era grave che egliandasse a fermare la sua dimora inVenezia, pervennero a distorlodal proposto.
Desideroso il Corniani di solle-vare 1’ animo dalle gravi medita-zioni , alle quali attendeva peristituto, e di coimpiere a un tem-po l’educazione! dell'unico figliuo-lo Roberto, a cui avea posto tutto1’ amor suo , imprese il viaggio diItalia,dal quale ritrasse, oltre al di-letto e alla istruzione, 1’ amiciziadi più letterati, e l’onore di essereannoverato in molte accademie .
Erano più anni che l’Autore siapparecchiava a dettare la storialetteraria, ora con osservazioni cri-tiche intorno ad alcuni poeti ita-liani, le quali si pubblicavano suigiornali di Brescia, Milano, Vi-,cenza e Venezia, ora collo scrive-re gli elogi degl’italiani, che mor-te furava alle lettere, e GiuseppeCerini, Duranti, Marco Cappello,Francesco Carcano, Vincenzo Co-vi , Andrea Carli , Antonio Bro-gnoli ottennero dalla sua penna