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[Volume primo e volume secondo.]
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un sì fatto onore. Aveva già, conun saggio dell’opera sua divulga-ta alcuni anni prima (i), tentatoil giudizio del pubblico intornoal suo intendimento di scrivere iSecoli della letteratura italiana ,e, come gli sembrò favorevole, po-se mano all’ opera, e cominciò apubblicarla distesamente (2).

Il Tiraboschi aveva già dato al-F Italia una storia della sua lette-ratura, la quale salì in grande fa-ma, perchè vi si ammira erudizio-ne immensa, molta critica nellediscussioni dirette a correggere er-rori biografici e bibliografici, lu-cido ordine nella div isione dell’o-pera e nella distribuzùone di tuttele sue parti, stile chiaro, facile enon inelegante. Ma fra tanti pre-gi rimane pure alcuna cosa a desi-derare ; però che, sebbene il Ti-raboschi professi pii» volte di scri-vere la storia della letteratura, nonde’ letterati italiani, nondimenosembra lasciare piti laudabile ilproposto, che felice la esecuzione.In fatti scema dignità alla storiacon troppo minute esposizioni dicircostanze poco rilevanti intornoalla vita de’ letterati, o aha pub-blicazione delle opere loro ; radoo non mai penetra nel midollodelle opere d’ingegno o ne dà pro-fondo giudizio, e questo, che do-vrebb’ essere primo scopo di unastoria letteraria, è in quella delTiraboschi o accessorio o al tuttodimenticato .

Mirò il Gorniani a far conosce-re F uomo e il letterato, e a pre-sentare sotto 1’ aspetto più lusin-ghevole le doti morali degne diessere proposte alla emulazione edimitazione degli uomini. Per que-'sta parte F ottimo cuore del Cor-

fi) Bassano, a spese Remondini diVenezia, 1795.

(2) I Secoli della Letteratura Italianadopo il suo risorgimento. Commentarioragionalo di Giambalisla Gorniani. Voi.Is. 180^ — i 8 i 3 .

niani si svela ad ogni faccia ; eben si vede com’egli intese ad in-sinuar la morale con un libro distoria letteraria , in quella guisaappunto che insinuò per tutta lasua vita e co’ dolci ragionamentie colle lodi che dava ai buoni e,ciò che più rileva, coll’ esempioincessante di tutte quante le sueazioni. Cominciò la sua storia dalsecolo xi, e, riferendo a quest’ e-poca la origine della letteraturaveramente italiana, venne fino al-la metà del xvm, e fu savio il con-siglio di non oltrepassare questotermine, chi guardi alla difficoltàdi parlare de’ viventi senza pas-sione o vera o sospettata -, e d’ al-tra parte i vivi co’ progressi o de-terioramenti loro fanno mal sicurii giudizii de’ contemporanei.

Divise F opera in tapti articoli,quanti sono gli scrittori, de’qualisi compone, e li fe’ succedere cro-nologicamente. Suddivisegli arti-coli in paragrafi, presentando ipessi partitamente F uomo privato,F uomo pubblico, l’uomo di lette-re. Nel dar conto delle opere , afar conoscere le diverse manieredegli autori, ne addusse alcunisaggi, studiandosi e di trasceglier-li con tale accorgimento, che an-che così spiccati dall’ intero nonscemassero di loro importare, e diofferire con essio alcuna bella eru-dizione che arricchisse la mentedel leggitore, o alcuna verità emi-nente che la rischiarasse.

Pare altresì, che nello scriverequesto libro stesse nella mentedel Corniani un altro intento. Te-neva egli opinione, che le lettere,diverse in ciò dalle scienze, sienoessenzialmente popolari. Disap-provava coloro, che, vestendole diforma e di lingua astrusa, rinun-ziano a un tal mqdo possentissi-mo d’influire nella morale dellanazione e di combatterne i pre-giudizii, educandola ad opinionisavie e liberali, Spogliò adunque18