la storia letteraria di quelle discus-sioni erudite , e , se a Dio piace ,non poco noiose, le quali tendonoa mettere in chiaro circostanzepoco rilevanti della vita degli au-tori; la dettò con facilità , e perquanto fu in lui si studiò di farlaamena e dilettevole, onde fosseammanita a que’ieggitori, che nonsi reputano da tanto di accostarsia quella del Tiraboschi. E vera-mente e»;li consegui questo inten-to di diffondere la conoscenza del-la nostra letteratura anche fra me-no dotti.
Non vuoisi però tacere siccomene Secoli della letteratura italia-na si desideri talvolta una mag-giore esattezza ne’fatti e nelle epo-che, e siccome la lingua e lo stiledi questa opera partecipi forse delgusto de’tempi, in cui 1’autorefoggiò il suo modo di scrivere, tem-pi ne’quali pochi erano coloro cheavessero fior di senno in fatto dilingua. Questi difetti il Cornianinon dissimulava a sè stesso, nè aglialtri ; e la sola scusa che modesta-mente ne adduceva, era appunto,che a’suoi giovani anni la cupidi-gia di leggere libri stranieri eratroppa, che lo studio della nostralingua non era in onore , che nelsecolo in cui egli visse il più dellasua vita, pochi scrittori italianistudiavano a certa severità e ca-stigatezza nella elezione de’ pen-sieri e delle parole. Arroge, ch’eramente del Corniani di rivedere tut-ta la sua opera, affine di purgarlaqua là di alcuni errori, ne’qualiera caduto : e, ad esempio, gli ar-ticoli del Vico , del M arsigli e dital altro sarebbero da lui stati ri-fatti, e avrebbe altresì ripurgatola lingua e Io stile di tutta quel-1’ opera ; ma la morte gli precisedi compiere un tale divisamente,e quanto gli stesse a cuore di man-darlo ad effetto era lieve 1’ accor-gersene, chi conversando con luimoveva discorso della sua storia,
e noi assai volte avemmo l’oppor-tunità di fare questa osservazionene’nostri colloquii col Corniani,dei quali e per la soavità ineffabi-le onde li condiva, e pe’santi con-sigli che in essi ci dava, e per quelsì cordiale affetto che sembravacomunicarsi in chi 1’ udiva, noiserberemo eterna e gratissima lamemoria.
Le notate mende però non tol-gono, che i Secoli della lettera-tura italiana non venissero lieta-mente accolti in Italia e fuori : nèin minor lode ridonda per essila novella edizione che esci in lucea Brescia per Nicolò Bottoni l’an-no 1818 per far paghe le molte ri-cerche (i). Fra gli elogi ad essa ac-cordati i più rilevanti e più veri,perchè scaturiscono dell’esame del-P opera, furono in Italia quelli delgiornale di Padova , che ne die’molti estratti, e in Francia quellidi P. L. Ginguenò, che nella suaStoria letteraria d’Italia più vol-te cita con lode il nostro Corniani.
Fra le gravi opere di agricol-tura , di economia pubblica e diletteratura , egli venne semprecoltivando le più amene muse ,e molti poemetti ha lasciato edi-ti ed inediti : Il regno di Miner-va ; Le arti antiche ; stlcindo eDalisa-, L'aurora ; La vera fi-losofia ; La libertà e V amicizia ■Ciro e Tignane ; Miciade e Cari-elea ; Ifonti, e più epistole, odi,canzoni e sonetti . Se noi dicessi-mo , avere colto il Corniani unadelle palme più gloriose del Par-naso italiano , ci mostreremo piùamici al compatriotta , che al ve-ro . Non oltrepassò i confini diuna culta mediocrità. Tolse adesempio il modo di verseggiaredel Metastasio, che a’ suoi primitempi otteneva il primato nel-le accademie e nelle scuole . E
(i) Altra edizione si è falla ora in Mi-lano assai bella colla continuazione diStefano Ticozzi. Nota dell'Editore,