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nè, di dottrine legali, nè soverchia-va di argomenti ; ma , appiglian-dosi a pochi e solidi motivi, espo-nevali chiaramente. E tanto era inlui l’amore del vero e del giusto,che, ove altri inchinasse a più for-ti ragioni, egli pure docile e mo-desti) andava nell’ altrui sentenza,utili dissertazioni, onde ab-biane fatto parola, la rettitudinede’ suoi giudizii, i suoi principi!filosofici in giurisprudenza feceroch’ei salisse e si mantenesse infa-ma di ottimo giudice ; il che nel-la propria patria succede a pochi.
In premio di tante fatiche fu ilCorniani negli ultimi anni del vi-ver suo ascritto all’ I. R. Istitutoitaliano.
Ma tanti titoli del Corniani al-la pubblica estimazione, quanti neabbiamo annoverati fin qnì, ven-gono meno al paragone di quellasua maravigliosa moderazione dianimo e gentilezza di modi, diquelle amabili virtù domestiche ,di quella invincibile fortezza dianimo, per la quale, comprimen-do gli affanni che mai non si scom-pagnano da questa misera vita, ei dolori acerbissimi di crudo ma-lore, onde negli ultimi anni delviver suo venne tormentato, giam-mai non fu veduto in que’dolcisguardi, nè su quella fronte vene-randa segno alcuno d’inquietudi-ne o di turbamento, ma sempreappariva la serenità dell’ animasuà innocente, nè dal suo labbroaltro mai si udì che parole di be-nevolenza e d’incoraggiamento aben fare. Se un elogio anzi che unavita scrivessimo, quante prove ad-dur non potremmo della bontà delsuo cuore! e com’egli si facevaconciliatore nelle discordie , che1’ avidità del lucro o altra cagionesuscitava fra’ suoi concittadini, aiquali per tal modo risparmiò assaivolte di comparire a sè dinnanzicome a lor giudice; e quanta fossela liberalità dell’ animo suo ver-
so i poveri, da’ quali era sem-pre assediata la sua casa ; qiwntala santità del suo costume ( i ) ,quanto pura la sua religione, e conquanto zelo si sdebitasse de’cari-chi, che, a mal grado de’ suoi tan-ti uffici, la carità sua gli aveva fat-to assumere ne’Iuoghi pii: ma nonpossiamo tacere, siccome, più sol-lecito d’altrui che di sè stesso, po-chi giorni innanzi la sua morte,già aggravato dal male, volle re-carsi all’apostolica Congregazione,onde chi aveva diritto alla benefi-cenza di quel pio istituto, e a luiera ricorso, non rimanesse deluso;nè valsero a distorlo dal suo pro-posito le rimostranze de’congiun-ti e degli amici, e forse il disagiodi uscir di casa in sì grave statoesacerbò la sua malattia, ed affret-tò la sua morte, la quale avvenneil di 7 novembre dell’ anno 181 3nel 72. 0 di sua età. Quanto fosse lut-tuosa alla patria la perdita del Cor-niani è soperchio il dire. E vera-mente chi può darsi a credere diprestare tanta opera in prò de’suoiconcittadini, quanta ne prestavail Corniani? Marito e padre di fa-miglia egregio, cittadino consul-tissimo, giudice integerrimo, let-terato ingenuo , servì alla patriaanche per coloro, la cui unica pro-fessione è 1’ ozio.
Camillo Ugoni.
PETAGNA ( Vincenzo ), nac-que in Napoli il dì 17 gennaiodel 1754 da Antonino, e da Or-sola Cuomo onesti genitori. Lasua tenera età la passò nelle scuo-le de' pp. Gesuiti, nelle quali pre-se gusto per le belle lettere e perla lingua latina; quindi attese agli
(O Conservasi dalla sua famiglia unMs. del Corniani, in cui sono raccolteparecchie massime morali, ch’egli e-straeva da’libri che andava leggendo, enotavale ad emenda della sua L'ita ; eil Ms ha questa epigrafe: Pervie solo..