Studi di filosofia, e poscia di medi-cina; e nel dì 22 luglio 1 ^ 54 - si lau-reò in medicina. Con un corredo dibuoni principi! intraprese il corsodi medicina pratica presso il famo-so clinico D. Luigi Visone. Ed es-sendosi egli acquistata fama nonequivoca nellasua professione, nel1770 intraprese il viaggio di Vien-na, seguendo il principe di Kau-nitz ministro plenipotenziario del-la corte imperiale in Napoli ; edin tale occasione ebbe 1’ opportu-nità di visitare gran parte dellaGermania^ tutta la Stiria, la Car-inola, e l’Italia. Ritornato in pa-tria, ricco di noia volgari cogni-zioni , proseguì indefessamentelo studio della Storia Naturale intutti i suoi rami , a cui fu sem-pre mai portato da particolar in-clinazione. Chiamato indi in Pà-*-lermo a consultare sulla sanitàdel marchese presidente Airoldi,che andava di giorno in giornodeclinando, si prevals’ egli di talcongiuntura per girar gran partedella Sicilia , e per osservare conocchio di naturalista filosofo molteproduzioni e depositi, che la na-tura con larga mano ha sparsi inquell’isola. Ripatriatosi per la se-conda volta fu ben tosto eletto let-tore interino nella cattedra di bo-tanica nella università di Napo-li , e non istette guari che dietroa vari concorsi condegnamente nemeritò la proprietà . Fu annove-rato tra gli accademici pensiona-ti della reai accademia di scien-ze e belle lettere di allora. Fu diret-tore dell’ orto botanico dimostra-tivo nell’abolito monastero di Mon-te Oliveto , che in breve menò alsuo compimento. Fu medico ordi-nario della reai deputazione di Sa-lute. Fu socio del R. Istituto diIncoraggiamento, fu membro del-la nuova R. società delle scienze,éd accademico della società R. diLondra, di Firenze, e di altre Ita-liane. La sua statura piuttosto alta
che no, il suo aspetto affabile, esempre mai tranquillo, l’illibatez-za de’ costumi, 1’ osservanza, e ilfervore perla religione gli avevanoconciliata l’amicizia, e la benevo-lenza di tutti i cittadini . Questoesemplare di virtù e di moralein conseguenza di penosa e lun-ga malattia fu rapito da morteil di 6 ottobre del 1810 lascian-do a sua onorevole ricordanza leseguenti opere:
Institutiones Rei Bolanicaè , 4voi. in 8. Napoli 1785.
Specimen ìnsectorum Calabriaeulterioris, 4 fig. Napoli 1786.
Institutiones Entomologicae , 2voi. in 8. Napoli 1792.
Delle facoltà delle piante , 3voi. in 8. Napoli 1796'.
Vincenzo Stellati.
CARAFA ( Giovanni), duca diNoja, gentiluomo di camera del redi Napoli e colonnello d’infanteria,nacque in detta città nel 1715.Apprese le lettere umane da otti-mo precettore procuratogli dal pa-dre in Noja feudo di sua casa inprovincia di Bari. Si esercitò an-che nella vòlgar poesia, e scris-se leggiadri versi italiani . Ac-quistò in tal tempo 1’ amiciziadel Metastasio col quale per parec-chi anni tenne epìstolar corrispon-denza. In età più matura volse gliarditi passi alla contemplazionedegli arcani della natura, appli-candosi seriamente alle scienzematematiche , che insegnò priva-tamente nella propria casa, e pertal motivo ottenne di essere anno-verato fra’ professori ordinarli del-l’università degli studii di Napo-li, e vi recitò una orazione Pare-netica per introduzione ad un trat-tato di Ottica, dopo la quale scien-za insegnò anche le matematicheper anni otto. Volle anche procac-ciarsi la gloria delle armi, e posein piedi un reggimento d’infan-teria còl nome di Bari di cui fu