dichiarato colonnello ; ed ottennedi trasferirsi con la truppa da luiformata alla guerra eli Velletri.Terminata questa, e reduce nellapatria pose in ordine un museo diproduzioni terrestri e marittime.Abbandonato il pensiere delle co-se naturali, si volse ad ordinareun museo di antichità riguardan-ti specialmente il regno di Napo-li. Ebbe il contento di vedere ap-pena nato, cresciuto un museo pie-no di cose singolarissime ; avendorintracciato fra le altre cose es-servi state 25 città del regno diNapoli oltre le conosciute , cheavevano il diritto di batter mone-ta. Conservava anche una quanti-tà di vasi italo-greci, molti origi-nali marmi d’ inscrizioni grechee latine, gran numero di stampedi valenti incisori, di disegni ori-ginali di famosi professori, ed unabellissima raccolta di quadri d’in-signi dipintori. Intraprese in lun-go viaggio prima per l’Italia, in-di oltre le Alpi, e scorsa buonaparte della Francia passò nell’ ©-landa, e finalmente in Inghilter-ra. Da per tutto ricevè significa-zioni di onore dai letterati piùinsigni di quella età . In Pari-gi fu il primo a discoprire su lagemma detta Turmalina alcunimeravigliosi effetti elettrici giàprima ignoti, che descrisse in un’opera ivi stara [iato in lingua fran-cese, che fu poi inserita nel cor-po di atti e storia della R. Ac-cademia delle scienze di Parigialla quale era stato ascritto, comelo fu anche a quella di Pietrobur-go, e della società R. di Londra .Fatto ritorno in Napoli ripresegli intralasciati suoi studi, e spe-cialmente compì un disegno dalui molto innanzi ideato di darcioè una accurata topografia, o permeglio dire icografia della me-tropoli, impiegando tutta la suadiligenza in questa opera, con som-ma spesa prese ben presto la pian-
ta della città di Napoli che feceincidere da valenti professori. Mauna tale sua determinazione nonpotè veder compita distratto da al-tre cure affidategli dal re, e special-mente da quella di delineare tuttele piazze di armi, e fortezze del re-gno di Napoli e della Sicilia. Ne-gli ultimi anni suoi aveva intra-preso F edizione di una sua operadi antichità, che aveva portata ol-tre ad un terzo della stampa,quando fu tronca dalla morte chelo colpì dopo soli quattro giornid’infermità. Religioso, benefico,non parco lodatore degli uominidi merito, scevro dal fasto e dal-1’ ambizione lasciò gran desideriodi sè, compianto meritamente daisuoi dotti amici, che in vita 1’ eb-bero in sommo pregio . Compì ilsuo corso mortale nel dì 8 luglio1768.
MiBCHESE DI VlIlAKOSA..
GUATTANI (GiuseI’pr Anto-nio) (1), nacque in Roma il dì 18di settembre 17)8 di famiglia one-stissima milanese , e furono suoigenitori Carlo Guattani chiaro a-natomico e chirurgo di tre som-mi pontefici, e Caterina Pagliari-ni sorella dell’illustre letterato etipografo che regnando ClementeXIV fu incaricaro degli affari del-la reai corte di Portogallo. Da gio-vinetto, dopo aver fatto suoi studielementari di grammatica, e quel-li di eloquenza e di filosofia nelcollegio Nazareno, fu con grandisperanze avviato pel foro: e postoa studiare la legge presso il pro-fess. Salubini nell’archiginnasio, el’avv. Rottaci in propria casa. Il chefece con tanto zelo, che potè poiinsegnare giurisprudenza a pa-recchi convittori del collegio ec-clesiastico, i quali ora si onorano
(1) Abbiamo tratto in gran parte que-ste notizie da una lettera del Guatla-ni stesso pubblicata nel giornale roma-no il Tiberino.