fra'principi della chiesa. Recossipoi a far pratica, prima dall’avv.Cecchini, da ultimo da monsignorSoderini nel tribunal della came-ra : e divenne infine aiutante distudio dell’avv. Mappelli, e udito-re della nobil casa Gentili . An-noiossi però ben presto di una pro-fessione, che certo non si conface-va già molto a quella sua viva efocosa indole, tutta piena di poe-sia e di musica. Sicché preso mo-tivo da non so quali dispiaceri avu-ti in casa Gentili, lasciò affatto lacuria, e si acconciò in grado disegretario col cav. Francesco Pi-ranesi figliuolo del grande inciso-re. Incominciò allora a dilettarsidi antichità, massime figurata, diarchitettura antica e di belle arti:stretto essendo di amicizia conEnnio Quirino Visconti e frequen-tando sì la scuola del nudo sotto
10 scultore Pacetti, sì l’accademiadi Francia . Un primo saggio delsuo valore in fatto di cose antichemostrò egli con lo scoprimentodella cella solare nelle terme diCaracalla : indi si diede a prose-guire la grande opera de’ monu-menti del Winkelmann, alla qua-le aggiunse sei altri volumi, chegli valsero un’affettuosissima be-nevolenza del Lanzi e dell’Agin-court . Pio VI Io elesse allora al-l’ufficio di assessore della scultura.
11 Guattani però che in quel tem-po, avendo perduta la prima mo-glie , si era nuovamente legatosposo ad una giovinetta romana,bella, e maestra di canto (i), vol-se 1’ animo ad altri pensieri : esenza lasciare del tutto lo studiodelle antichità, si pose con gran-de ardore ad esser maestro di mu-sica, nella quale sentivasi valen-tissimo. E così accompagnò la mo-glie a’ primi teatri d’Italia e diEuropa, e viaggiò in Sicilia, inGermania, in Ispagna, in lnghil-
(1) Marianna Vinci.
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terra, nelle Fiandre ed in Fran-cia : ed essendo in Portogallo, vo-lentieri avrebbe da Lisbona sal-pato anche per l’America, se i me-dici noi distoglievano da un sìlungo viaggio di mare, preso mo-tivo dalla debolezza e mala dispo-sizione del suo stomaco. Chiamatofinalmente in Parigi ad essere di-rettore del teatro italiano Favart ;mentre ivi dimorava gratissimo atutti, ed attendeva pure con largostipendio a dar lezioni di canto edi lingue, il cardinale Caprara,che vi era legato a latere della se-de apostolica, lo invitò da partedella san. mem. di Pio VII e delcardinale Gonsalvi segretario diStato a tornare in Roma, affinchèdovesse quivi riprendere l’opera delsuo giornale di antichità . Aman-tissimo sempre il Guattani deldolce loco nativo, tenne assai vo-lentieri 1 ’ invito : e giunto in Ro-ma, fu subito rimeritato di unapensione di scudi dodici al mese,del privilegio di porre nella cal-cografia della camera cinquantaesemplari di tutto ciò che avesseegli pubblicato : e scelto indi apoco segretario perpetuo dell’ ac-cademia romana di archeologia, enel mese di gennaio del 1812 se-gretario perpetuo dell’ insigne epontificia di s. Luca, e professoredi storia, mitologia e costumi.
In mezzo a questi studi ed aqueste cure, non vergognandosimai d’imparare, il professor Guat-tani visse in un’ allegra vecchiez-za la vita delL’ uomo probo, delvero cristiano, del buon sapiente.Tutto dato con grande amore alleantichità ed alle arti, e pieno 1’ a-nimo di que’ santi costumi anti-chi, i quali niente si affanno allefazioni , e niente presumono nel-le troppo alte ragioni di Stato, so-leva egli spesso ripetere a’ suoiamici que’ versi di Omero ( Iliad.1 . 2 . ).