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La vogliali! noi forseFar qui lutli da re? Pazzo fu sempreDe’molli il regno. Un sol comandile quegliCui scettro e leggi affidò il dio, quei soloNe sia di tutti correllor supremo.
Piacevole nel conversare, uffi-cioso verso gli amici, zelantissimodell’onore e del servizio delle dueaccademie, finì egli i suoi giorninel bacio del signore il dì 29 didicembre i 83 o. Il professor Guat-tani, oltre le mentovate due illu-stri segreterie, fu dottore del col-legio filologico della romana uni-versità, antiquario di Augusto IIIre di Polonia, socio della reale ac-cademia degli antiquarii di Lon-dra, dell’italiana di scienze di let-tere ed arti, della cortonese, del-1 ’ arcadia . Pubblicò molte opere,fra le quali in Italia e oltremontisono assai nominate le Statue delmuseo Chiaramonti, i Monumentiinèditi , la Roma antica , le Me-morie enciclopediche, la Descri-zione della galleria dei quadridel principe di Canino, la Sabinaillustrata, la Pittura comparata :della quale abbiamo due soli volu-mi, benché 1’ autor suo avesse inpensiero di allargarsi fino all’ illu-strazione di quattrocento capolavo-ri dei più celebri pittori di tuttele scuole .
Salvatore Betti.
VOLPI (Giuseppe Rocco), na-cque di onorata famiglia in Pado-va il di 16 agosto del i6g2, edavendo sortito ottima indole, feli-ce ingegno, e conveniente educa-zione, molto non tardo ad appren-dere le prime lettere latine, e gre-che sotto la disciplina di eccellen-ti maestri, che mai non mancanoin quella Atene d’Italia. Ma nu-drito principalmente col latte del-la cristiana pietà, scorgendo i pe-ricoli del secolo, pensò ben prestoa scansarli con rendersi religioso,siccome fece tosto, che 1’ età gliel
permise, recandosi d'anni quindi-ci in Roma a vestir 1 ’ abito di san-t’Ignazio. Compita felicemente lalunga carriera degli studi più gra-vi, e delle scuole inferiori, cometra’ Gesuiti si costuma, fu da suoisuperiori applicato al collegio gre-co di Roma in qualità di prefettodegli studi, e quivi restò poi fissosino alla morte j che seguì a’2 7settembre del i ^46 non avendo ol-trepassati gli anni 54 dell’età sua.Molto deve il suddetto collegiogreco al Volpi per la cura , ch’e-gli si prese di bea indirizzarequella gioventù negli studi, peri buoni esempi, che vi lasciò dix'eligiosa osservanza, e principal-mente perchè ad istanza de’ si-gnori cardinali protettori egli viaperse cattedra di Teologia Pole-mica , e ne ’23 anni, che ivi di-morò, mai non lasciò di spiegarea quei giovani alunni le contro-versie fra la chiesa greca e la ro-mana . Ma nulla meno egli si pro-fessava obbligato al collegio me-desimo, per la quiete, che vi sigode, e per il comodo che vi tro-vò di potersi applicare placida-mente a’suoi studi. Infatti di quiuscirono le migliori produzionidel suo ingegno, che ora godiamo,e di cui devo qui render conto .Merita il primo luogo quell’operadi gran mole, e di vasta erudizio-ne , che porta il titolo di Latiumvetus. Opera divisa in undici to-mi in 4-5 ognun de’quali trattade’ vari popoli , che costituironol’antico Lazio . Primo autore nefu veramente il cardinale PietroMarcellino Corradini, che ne com-pilò i primi due tomi. Ma siccomequesto dotto cardinale disperò perle sue gravi cure di poterla con-durre a fine, pensò d’appoggiarnead altri la continuazione , nè al-tri seppe trovare a questa impresapiù atto del Volpi . 11 quale sìdi proposito vi si applicò, che neiprimi cinque anni ne pubblicò