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Proseguì ad apprendere le bel-le lettere , e la lingua greca consommo fervore sotto la scorta diD. Antonio Pagnano dotto canoni-co Àversano. Stando ancora in quelseminario recitò Con sommo plau-so due orazioni panegiriche unain Frattamaggiore in onordi santoSossio, e l’altra in Napoli in lodedi santa Rosa da Lima. Termina-ti nel seminario tutti gli studi fi-losofici e teologici venne destina-to da quel vescovo' M. Spinelli adinsegnar le lettere umane nellostesso seminario, ed indi il cate-chismo agli ordinandi, nel qualtempo ascese al sacerdozio. Nel176Ì Lupoli si trasferì in Napoliove contrasse amicizia co’ miglio-ri letterati che allora distinguevan-si fra quali il Mazzocchi, il Mar-torelli, il Serao, il P. Ignazio dellaCroce, ed il Mazzocchi l’indussea tener scuola in casa di letteregreche e di rettorica. Fu ascritto al-1 ’ accademia di Liturgia e StoriaEcclesiastica istituita dal CardinalSpinelli arcivescovo di Napoli perconfutar specialmente 1’ eterodos-se proposizioni di Samuele Basna-gio. Nel 1772 si espose ad un pub-blico esperimento per ottenere laCattedra nella regia università del-le Decretali . Nel 1773 cominciòad insegnar la giurisprtìdenza edistituì nella stessa sua abitazioneun’accademia legale per utile deisuoi discepoli, che venne frequen-tata da distinti uomini della capi-tale. Fu varie volte invitato daivescovi di Aversa successori di M.Spinelli ad accettar la carica direttore di quel seminario , chesempre rifiutò. Nel 1774 fu pre-scelto a sostener le veci nella regiauniversità del professore di giu-risprudenza D. Bernardo d’Am-brosio , e nel 1777 pubblicò leIstituzioni Canoniche in 4 volu-mi dilucidando molti punti di di-sciplina di antichi canoni e del-1’ istoria ecclesiastica, confutando
gli errori del Launoio, del Dodv-vello, del Boemero, del Moshé-mio e di altri autori eterodossi.Ne riscosse lusinghieri elogi dàmolti insigni teologi e canonisti &dal S. P. Pio VI. Altro pubblicòesperimento sostenne per ottenerla cattedra del Decreto che vennead altro conferita. Diede alla lucealtra opera, che ha per titolo :Praelectiones luris Neapolitani ,divisa in due volumi, e nel secon-do vi premise un Prodomo istori-co dell’ originò, progresso, e divi-sione del Dritto napoletano ovecon molta precisione èd accura-tezza riporta quanto da dotti èdiligenti scrittori si era detto ciréàla legislazione napoletana dal na-scimento di questa città fino aitempi presenti. Nel 1786 pubbli-cò l’altra opera eh’ ebbe per tito-lo Praelectiones luris Imperialisin due volumi, che venne anchemeritamente encomiata . Fu mol-to adoperato per comporre lati-ne inscrizioni nelle quali era ap-plauditissimo . Avendo; il re del-le due Sicilie Ferdinando IVfondata nel monte di s. Leucio,che sovrasta Caserta, una Coloniadi Artieri, ed avendo data fuoril’operetta eh e ha per titolo : Del-l’origine e leggi di s. Leucio , ven-ne questa tradotta in greco, fran-cese, e tedesco. Il Lupoli la tra-dusse in latino con lunghe e dot-te annotazioni. La qual tradu-zione fu assai accetta al sovra-no, che molti esemplari ne volleper inviarla a varii letterati eduomini di Stato dell’ impero Ger-manico. Nel mese di luglio 1791fu eletto vescovo di Telese e Cer-reto, e nell’ esame che dovè fareavanti al papa, avendo egregia-mente risposto alle domande fat-tegli, ne riportò dallo stesso pon-tefice sommi applausi. Essendosiin Roma portato con altri vescovinapoletani nell’adunanza degli Ar-cadi ove in lode de’ medesimi fu