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costantemente nna vita grave edintera, tutta data ad esercitare idoveri suoi d’ogni maniera, edaffatto lontana da quelle popolariaudacie e presunzioni che hannoreso così calamitoso il suo tempo.Nel 1806 fu fatto accademico di s.Luca, e n’ esercitò anche la cen-sura. Mori in Roma a’ 18 di giu-gno i 83 i.
Salvatore Betti.
BLASI (Salvadore Maria ni),monaco Cassinense e letterato il-lustre , nacque in Palermo nel1719. Fin dai primi anni, in cuisi sottrasse egli dalla casa pater-na per ascriversi all’ ordine Bene-dettino, nel monistero di s. Marti-no di Palermo, mostrò la sua gran-de inclinazione per le lettere, co-minciando a raccogliere, e dispor-re dei libri ; onde formò una pic-cola libreria in quel luogo di edu-cazione, nella cui apertura recitòun discorso su la utilità, e neces-sità degli studi, in un luogo di so-litudine , che fu poi dato allestampe.
Compito il corso dei suoi studi,in cui avea fatti rapidi progressi,un più vasto campo gli si aprì adimpiegare i suoi talenti , or nelcomporre delle dissertazioni sopravarii punti letterari, che recitavanelle pubbliche accademie di Pa-lermo, delle quali era già socio, edelle orazioni sacre in diversechiese , or nel riordinare i libridella biblioteca, e le scritture del-l’archivio di quel suo monistero,dei quali, anche da giovine gli erastata affidata la cura j mentre det-tava insieme la filosofia ai suoialun-ni, con aver dato alle stampe uncompendio di logica, e metafisicasecondo il metodo Volfiano alloraintrodotto, e coltivando nel tem-po stesso la poesia, le matematiche,lo studio delle lingue, ed ognisorta di erudizione.
Ma invogliatosi sopra ogni altro
dello studio delle antichità cosisacre , che profane , della diplo-matica, della storia naturale, e del-le scienze, ad esse analoghe, aqueste diresse le sue mire, nè può,abbastanza esprimersi quali indu-strie abbia adoperate, e quantistenti, per raccogliere da ogniparte, e procacciarsi marmi, iscri-zioni, medaglie , vasi , minerali ,conchiglie, ed anche codici anti-chi, pergamene, e libri rari, coiquali venne a capo di formare unoscelto museo, che poi divenne unodei più forniti fra quanti ne esi-stono in Sicilia, e di arricchireinoltre la biblioteca di pregevoli,e copiosi libri, o da lui sommini-strati e acquistati con ingenti spe-se ; talché fa oggi 1' ammirazionedei forestieri, ed è uno dei prin-cipali ornamenti di quell* insignesantuario.
Ma non contento dei così ristret-ti limiti, acciò potesse meglio prov-vedersi di nuove cognizioni, e co-municare agli altri i suoi lumi,contrasse una corrispondenza coiletterati tutti di quei tempi, nonche nazionali, come con li princi-cipi di Torremuzza, e di Biscari,con l’abate Amico , col canonico,don Domenico Schiavo, ed altrimolti, ma cogli esteri ancora, colPanerazi, col Corsini, col p. Bian-chi, col Baillou , con monsignorPasseri, col proposto Gori, oltreai primi negozianti di libri del-1 ’ Italia, coi quali mantenea uncontinuo commercio per essere agiorno delle scoperte letterarie, edelle opere, che andavansi pub-blicando, facendo scelta delle mi-gliori, o cambiandole coi libri dalui raccolti. Ebhe però maggioragio di soddisfare questo suo tra-sporto per la letteratura , quandodopo essersi trattenuto qualchetempo in Messina, ad assistervi ildi lui fratello mons. don Gabrieledi Blasi arcivescovo di quella cit-tà , in Messina produsse i suoi