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[Volume primo e volume secondo.]
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volendo secondare la di lui incli-nazione per lo studio della medi-cina, facendo dispendio superioreal loro parchissimo censo, rin-viarono a Napoli, ove giunse neldì 24 dicembre dell’ anno 1753.Qua giunto frequentava la regiauniversità degli studii, ove ildottissimo Francesco Serao inse-gnava la nosografia medica; assi-steva alle private lezioni del dot-tor Pisciotano ; e si aggirava con-tinuamente entro le mura delgrande ospedale degli Incurabili.Nove mesi dopo il suo arrivo, inquesto antichissimo ospizio vi fuinvito per un pubblico concorso alposto di medico assistente. Gotu-gno fu tra i candidati ; ed all’ im-pronto rispondendo meglio di tut-ti alla domanda sulla plenrisia , fuprescelto e salutato medico, quan-do non avea ancor compito 1 ’ an-no ig di sua età. CJn anno appres-so volle prendere la laurea dotto-rale di medicina nell’ antichissi-ma scuola di Salerno.

Come medico assistente obbli-gato ad avere il suo soggiorno nel-I’ ospedale, in esso si rinchiuse,tutto dedicandosi alle investiga-zioni anatomiche, alla istruzionedei giovani, ed all’assistenza de-gli infermi. Tante fatiche nel-l’aria poco salubre dell’ ospedale,in piccola stanza, tra il putridolezzo de’cadaveri, senza poter ri-storare il suo corpo di sufficientesonno e convenevole cibo ( essen-do tenuissimo lo stipendio del-1 ’ ospedale, e non potendo i suoiparenti somministrargli ulterior-mente il danaro pel di lui man-tenimento ), offesero la sua salutein modo, che cadde in un perico-loso sputo di sangue. Ma i Settem-viri, che allora con tanta vigilan-za governavano quell’ ospedale,gli accrebbero lo stipendio men-suale ; e perchè non lo spendesse,com’ era suo solito, nella compradi libri, ordinarono che lesse a

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lui in tutte le ore aperta la nu-merosa biblioteca, che allora iviesisteva. Quei diligentissimi go-vernatori vedendo ancora, che ilprivato Studio del loro predilettomedico era popolato da numerosagioventù, lo scelsero professore dichirurgia alle scuole per gli alun-ni interni, quantunque avesse ap-pena 23 ànni. Si farà conoscere inappresso quale ampia gratitudineegli ha dimostrato a quell’ospizio,dove attinse gli elementi della suagloria.

Co’ suoi costanti lavori su i ca-daveri dopo cinque anni giunsea scovrire 1’ acqua nel laberintodell’ orecchio : De aquaeductibnsauris liumanae internae anatomi-ca dissertatio, Neapolì 1761. Sco-vrì ancora i nervi incisivi, chein seguito dall’ immortale Scarpa,senza conoscere il lavoro del Co-togno, furono ancora trovati, me-glio conosciuti nella direzione delloro cammino, e denominati na-so-palatini. L’anatomico napole-tano li delineò in una tavola, dicui parecchi esemplari senza spie-gazione mandò ai notomisti diEuropa : ve ne aggiunse una se-conda , e tutte due servivano astabilire la fisiologia dello starnu-to, fino a quel tempo sconosciu-ta. Egli però distratto da molteoccupazioni non potè pubblicarequel lavoro; ma nel l'jSr ne die-de un piccolo saggio in un auto-grafo, cbe il professore Macrì, no-stro antico maestro, inseri nellaprima nota al 2. 0 Volume delle I-stituzioni fisiologiche del Caldani.

Per la giornaliera assistenza a-gli infermi nell’ ospedale, egli a-cquistò quell’esperienza, che suolessere il frutto dell’ età matura,ond’è che nell’epidemia del ìyfiìvisitava mollissimi infermi den-tro e fuori della città. Fu allorache lo spirito di osservazione, dicui era fornito, gli fece conosce-re la febbre corruttoria o tabica