Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
292
JPEG-Download
 

aga

acuta, la cui descrizione diresse con.una lettera alSarcone (i). Fu nel-lo stesso anno che, ad onta di tan-te fatiche, da lui fu reso di pub-blico dritto il suo De Ischiadenervosa Commentarius ; in graziadel quale la malattia della sciati-ca nervosa fu meglio determinatanelle sue cagioni, e combattutacon efficacissimi rimedii adottatida tutti i medici: or.de in brevetempo si vide il suo Commentarioristampato in Vienna, in Bolo-gna, in Venezia, in Amsterdamed in Londra. E benché giovaneancora, pure queste preziose pro-duzioni annunciarono ben prestoall’ estere nazioni il nome del nuo-vo medico napolitano ; in modoche avendo nel maggio del i 765intrapreso un viaggio per l’Italia,fu graziosamente accolto ed am-mirato in Roma, in Bologna, inFerrara, in Pavia, in Venezia, especialmente in Padova dal cele-bre Morgagni. Egli, che viaggia-va a solo oggetto di accrescere lamesse delle sue cognizioni, scris-se quel suo Iter Italicum Patavi-rinm , che trovasi tra le altre sueopere inedite.

La sua fama si diffuse semprepiù rapida nel mondo letterario ;onde l’Europa n’era già piena.Qual meraviglia dunque, se l’Im-peratrice Maria Teresa d’ Austriail chiamasse a leggere la storiadella fabbrica del corpo umanonella celebre università di Pavia ?Ma la carità del natio luogo , cheparla sì veemente agli animi gen-tili, ve lo ritenne. Ben dunque gliconveniva una cattedra nella na-politana università degli studii. Ineffetto nell’anno 1766, trentesimodell’ età sua, dopo pubblico concorso, mentre altri ancora ne aveagià fatti, gli fu conferita quella

( 1) Vedi V Istoria ragionata dei maliosservati in Napoli nell anno 1704 scrit-ta da Michele Sarcone.

stessa cattedra, per la quale 1 ’ Au-gusta Imperatrice il desiderava .Ivi, eloquentissimo dicitore qua-le egli era, andava dimostrando lafabbrica dell’ uomo ; e senza apri-re il cadavere, perchè era riserba-ta all’ incisore anatomico la dimo-strazione , rappresentava così alvivo gli oggetti agli uditori, chesembrava a questi divederli effet-tivamente, e di assistere alla lorodissecazione. Il suo uditorio per-ciò era sempre visitato non da soligiovani medici, ma da uomini diogni età e professione, da lettera-ti distinti ed illustri personaggi .Egli pertanto sempre con conte-gno e gravità dettava le sue lezio-ni, ed al sopraggiungere di qual-che letterato estero, mutava tal-volta con grande felicità il lin-guaggio italiano nel latino. Ed èdegno di ricordanza, che un gior-no il conte di Brunswich, il qualeaveva onorato di sua presenza lecattedre della regia università,disse al celebre Domenico Cirillo,ch’egli aveva sempre rispettala ladivina scienza della medicina, nègiammai eragli venuto il deside-rio di farsi medico, ina che visi sentiva violentemente dispostodacché aveva ascoltato lui ed ildottor Cotugno. Non trascura-va egli intanto 1’ analisi de’ ca-daveri nell’ ospedale ; ove non lasemplice architettura del corpo,ma la sede de’ morbi iva indagan-do ; ed emulo cosi dell’ illustreAnatomico di Padova, nell’ anno1769 pubblicò il suo De sedibusvariolarum STNTAFMA.

Divenuto profondo anatomico,fisiologo ingegnoso, scrittore ele-gante, e medico peritissimo, Co-tugno fu costretto di'abbandonarela stanza da lui per nove anni oc-cupata nell’ospedale; ma non per-ciò trasandava la visita degli infer-mi e l’istruzione de’ giovani. Oltrealla ristampa delle Osservazionie trattati medico-chirurgici di De