Marchettis, cui aggiunse alcunenote, egli compose le proprie i-stituzioni di chirurgia, di cui pe-rò non fu stampato che il primofoglio. E volendo che negli stu-di della medicina quella scelta gio-ventù fosse condotta per le stra-de le più maestre e sicure, le in-dirizzò un preziosissimo ragiona-mento accademico su Io spiritodelia medicina, letto e mandatoper le stampe nell’ anno 1772 : colquale stabili che lo spirito dellamedicina è 1’ essere in lei ogni co-sa di fatto, ch’ella vuole fatti intutto, in tutto vuol pratica. Daleh. Targioni questo ragionamen-to fu inserito nella Collezione mi-lanese degli opuscoli fisico-medi-ci. E non mai sazio di presen-tare ai giovani lumi necessariiper la loro buona riuscita, nel*1778 lesse nella regia università lasua orazione inaugurale, De ani-morum ad optimam disciplinampraeparatione. Nell’ anno 1779,allorché il napolitano monarca at-tendendo a far nascere la vera col-tura dello stato con proteggerele scienze, volle che i dotti dellanazione fossero insieme riunitiper promuovere 1’ avanzamentodelle lettere, che ingentilisconoi costumi, e quello delle scienze,che rendono più commoda la vita,il grande Cotugno non fu obblia-to. Conscio dell’ obbligo eh’ eglicontraeva nell’ accettar quell’ in-vito, e volendo efficacemente cor-rispondere alle mire dell’ augustofondatore, nell’anno 1784 lesse aquell’ antica nostra accademia del-le scienze e belle lettere una suaingegnosa memoria sul Meccanis-mo del movimento reciproco delsangue per le interne vene delcapo.
Amando sempre d’interrogarela natura non trascurò di noto-mizzare un sorcio, che distornatolo avea dallo studio, mentre ungiorno dell’ anno 1784 sedeva a
tavolino; e scovrì che questo ani-male era elettrico : luminosa osser-vazione che avrebbe potuto con-durlo ad interessanti conseguen-ze ; ma egli non fece che gittareun primo germe, che poi fecon-darono F anatomico di Bologna ,e l’illustre fisico di Pavia. Cotu-gno si arrestò al primo passo, co-me se avesse voluto cedere lo scal-pello al Galvani ed al Volta.
Mentre egli in un modo cosìsorprendente coltivava la medici-na, e si adoperava a dilatarne sem-pre più i confini, non era affattostraniero a qualunque altro ramodel sapere. Dotato di fervida im-maginazione, di memoria fedele,e di grande attenzione, non glicostò molto versarsi nella lettera-tura. La sua vastissima Bibliotecaera veramente enciclopedica. Sidilettava pure delle antichità, on-de meritò la stretta amicizia delMazzocchi e del Martorelli. Egliin questo modo fu 1’ amico impa-reggiabile de’ più grandi letteratinazionali ed esteri, e con questiteneva costantemente un lettera-rio carteggio . Tutti gl’ illustripersonaggi e letterati, che viag-giando giugnevano nella città diNapoli, domandavano tosto di lui,e si affrettavano di conoscerlo : ederan lieti di ammirarne la vastitàdel sapere, le gentili maniere, eF animo ingenuo.
La sua maniera di medicare erasemplice : amava moltissimo la far-macìa galenica, e molto insistevasu la dietetica. Nei consulti rispet-tava sempre le opinioni de’ colle-ghi, e conciliava in buona manie-ra le dissensioni che nascevanotalvolta tra loro.
Pervenuto al trono il grido del-la sua fama, egli fu prescelto frai più rinomati medici ad assistereS. A. R. il duca di Calabria, allor-ché nell’anno 1783 fu afflitto dapericolosa malattia. Cotugno svi-luppò tanta attività e sapere, che