3 94
ebbe la gloria di salvare alla fami-glia reale ed allo Stato , il pri-mogenito dell’augusto re Ferdi-nando. E quando il medesimo so-vrano volle che il seguisse ed as-sistesse alla sua salute nel viag-gio che nel 1789 intraprese per1 ’ Austria, per F Ungheria, e perla Baviera, egli corrispose cosi be-ne a questo onorevolissimo incari-co , che essendo stata la MaestàSua molestata dalla rosolia nellacittà di Francfort sul Meno, ilguarì con pari felicità del figlio ;e fu allora che meritò dal benefi-centissimo monarca la carica disuo medico di camera.
Nell’ anno 1802 fu membro del-la Giunta , istituita dall’ ottimosovrano pel perfezionamento del-la biblioteca reale, e di quellaper la riforma de’ pubblici stu-fi li. Nella regia università fu piùvolte decano della facoltà medi-ca , e per ben due volte rettore.Fu presidente della reale accade-mia delle scienze, dell’istitutod’ incoraggiamento, dell’istitutocentrale di vaccinazione , e del-1’ accademia medico-chirurgica.
Le più rinomate accademie diEuropa si gloriarono di averlo lo-ro socio. L’accademia di Bolognafu la prima che lo ricevè tre annidopo la scoperta degli acquedottidell’ orecchio umano interno, cioènel 1764 ; e l’accademia di Co-penaghen è stata 1’ ultima a far lostesso nell’anno 1817.
In tutt’ i tempi, e sotto qualun-que reggenza fu stimato ed ono-rato. Ascese al supremo posto diArchiatro nel 1808 ; e nel 1809fu decorato dell’ ordine cavalle-resco.
A tanto sapere, ed a tanti onoriCotugno accoppiò 1’ esercizio del-le virtù morali e cristiane , chesempre più perfezionarono la dilui scienza. Egli andava fornito diquella carità attiva, generosa, universale, che non cessa mai dal ben
fare, e mai non crede averne fatitiabbastanza. Simile agli antichitempii di Esculapio, dai nostri aviinnalzati al sollievo della povertàinferma, la sua casa era indistin-tamente aperta ad ognuno. E nonvi trovavano i poverelli unicamen-te sollievo ed aiuto alle loro do-mestiche miserie ; ma una manobenefica che alimentava la vedovae 1’ orfano, assicurava f innocen-za, toglieva dalle vie della colpa edell’ infamia le vittime della sedu-zione. Il vivo e sincero sguardo, chedagli occhi suoi lampeggiava luci-dissimo, il candore e la serenitàperpetuamente impressa nella suafronte , i dolci modi, l’ingenuoparlare, la religione immacolata,che gli fu scorta della prima gio-vinezza , e raccolse nella pace il‘suo estremo respiro, tutto annun-ziava la grandezza e la purità del-l’anima sua. Sino all’ ultimo annodella sua vita si compiaceva aggi-rarsi per le sale dell’ ospedale de-gli Incurabili, ove accostatasi sem-pre al Ietto degli infermi per de-cidere su i mezzi da praticarsi ne’più ardui casi delle malattie. Nèqui si arrestava, ma medico vera-mente filantropico e generoso nonmancava di provvedere tante vol-te ai bisogni più urgenti dell’ o-spedale stesso ; e volendo coro-nare la perenne testimonianza digratitudine che si era proposto didare a quel pio stabilimento, glilasciò un pingue legato di ducatiottantamila incirca, come quellieh’ egli in ogni tempo considera-va frutti del sapere all’ ombra diquelle mura acquistato. Con te-stamento mistico de’ 18 agosto1820, Cotugno dispose de’ suoibeni, facendone tre parti presso-ché ugnali, che lasciò all’ospedaledegli Incurabili, ai suoi parenti,ed a D. Tppolita Ruffo duchessa diBagnara , da lui tolta in moglienell’ anno 1794? e dalla quale uonebbe figliuoli.