Questo grand’ uomo giunto al-1’ 86.° anno dell’età sua ebbe a pa-gare il tributo supremo dell’ uma-nità. Sin dal 1818 era stato sulpunto di mancai'e, allorché venneassalito da una emiplegia ; ma alsopraggiugnere di una febbre sa-lutare quella si sciolse, ed i votigenerali dei Napoletani allora fu-rono appagati. Non così avvennenel giorno 6 ottobre 1822, in cuiquegli, che tante vittime sottras-se alla morte, cadde sua preda.Ne fu generale il rammarico edil compianto. Il suo cadavere fucon solenne pompa trasportatonella chiesa dei padri della Mis-sione j ed ivi alla presenza di nu-meroso concorso , 1’ eruditissimoabate D. Angiolo Antonio Scot-ti, prefetto della reai biblioteca emaestro de’prineipi reali, pronun-ciò l’orazione funebre , e posciane ha dato alle stampe un’ esattis-simo elogio storico. Ituvo, sùa pa-tria, grata al più illustre de’ pro-pri figli, addi 4 del seguente no-vembre gli celebrò solenni fune-rali con elegante orazione recitatadal canonico teologo D. MicheleCassano. Inseguito tùtt’ i giorna-li e le accademie del regno, de-plorandone la perdita, non man-carono di sparger di fiori la tombadell’ Ippocrate napoletano. Il re-verendissimo P. Ventura ne scris-se un dotto e pio elogio nella En-ciclopedia ecclesiastica. Un altrone lesse il dì 8 dicembre dell’ an-no stesso il chiarissimo professoreD. Francesco Folineaj suo degnosuccessore nella cattedra di Noto-mia. Nell’accademia medico-chi-rurgica, D. Pietro Magliari, segre-tario perpetuo della medesima ,ne pronunziò 1’ elogio nella pub-blica tornata del 19 di quel mese,e fu seguito da varii poetici com-ponimenti. Egual tributo di poe-sie gli rese ben anche il collegiomedico-chirurgico nel dì 6 feb-braio 1823 j dopo che il profess.
Giardini ebbe pronunziata un’al-tra funebre orazione in onore del-1 ’ insigne defunto . Finalmentei governatori dell’ ospedale de-gli Incurabili vollero che perennemonumento si conservasse di lui,in un luogo eh’ egli aveva tantobeneficato: monumento che ser-visse ancora d’ esempio ai medicitironi. Quindi nel giorno 10 mag-gio dello stesso anno inaugura-rono il di lui busto marmoreonella prima delle sale dell’ ospeda-le ; ed in quell’occasione chi scri-ve pronunziò il discorso inaugu-rale, cui seguirono molte compo-sizioni poetiche, 1’ uno e le altregià pubblicate per le stampe.
Tutti gli opuscoli, di cui è sta-ta parola, sono stati raccolti e ri-stampati in due volumi in 8. inNapoli, 1826.
Il dotto professore D. PietroRuggiero ha pubblicate le sue o-pere postume in 8. Napoli, i 85 a.
Benedetto VoirES.
FARLATI ( Daniele ), ebbenascita nella terra di s. Danie-le in Friuli da genitori di nobilestirpe nel 1690, e si mostrò dibuon’ ora d’indole dolce e tuttoinclinato allo studio. Fu mandatoper educazione in Gorizia al col-legio de’ Gesuiti, i quali ebberomolta cura di lui, e nel stio diciot-tesimo anno lo trovarono dispostoa vestire il loro abito. Condottodal padre in Bologna entrò nel no-viziato nel <707 e compitigli stu-di di filosofìa, gli venne assegnatoa stanza il collegio di Padova. Inquesta città consumò cinque an-ni non interrotti nell’ insegna-re nelle scuole inferiori , ed ivicon suoi componimenti elegantisì in isciolta che in legata ora-zione seppe salire in istima pres-so i valentuomini che coprivanoallora le cattedre di quella univer-sità . Da Padova fu chiamato aRoma per istudiarvi sacra teolo-gia ; fu ripetitore agli studenti