Storia civile di quella vàsta contra-da, nè gli facea ostacolo una de-bolissima complessione che lo te-nea aggravato da annue febbri pe-riodiche, nè la indiscreta criticache da taluno si faceva agli studisuoij se non che la vita gli vennemeno, come s’è detto. Egli si man-tenne sempre sì mite di animo, sìreligioso di cuore da sofferir im-perturbabile ogni sinistro evento,nè fu tenue quello di sapere smar-rito un volume della sua opera neltragitto da Padova a V enezia, e diporsi a rifarlo di nuovo senza quasidolersene con un suo domesticotrascurato.La santità di un’impresaonorevole alla cattolica fede forma-va ogni sua soddisfazione, nè doveaandarne disgiunta anche quella diudir le sentenze che dagli uominiveramente dotti si pronunziavanoal pubblico. 1 Censori in fatti degliAtti di Lipsia, sempre difficili nellodare i frutti d’ingegno prodot-ti nel suolo italiano, esponevano( anno 1739 ), che il Parlati nel-le illustrazioni d§ll’ Lllirio Sacrodivagava bensì talvolta dal propo-sto argomento per ismiania di di-vertire il lettore, e che potea esse-re meno diffuso, ma che preziosierano i documenti da lui raccolti,e che nello scrivere di lui trapelasempre un’ amabil modestia, unadiffidenza di sè medesimo, unadizione pura e corretta, conclu-dendo che Opus ingenii, multi la-boris, copiosae doctrinae, pluri-mique in historia ecclesiasticausus noslris lectoribus indicamus.
B. Gamba.
GRILLO CATTANEO ( Nic-colò ), da prosapie illustri pertitoli, nacque in Genova dal pa-trizio Leonardo addì 26 agostodel i75q. La madre fu Maria Ca-terina Grimaldi di nobilissima fa-miglia genovese . Trascorsi glianni della puerizia, venne colloca-to nel nobile collegio di Parma,
allora celebratissimo. Quivi udì lelezioni di Angelo Mazza, poetaimmaginoso, e dell’Ab. UbaldoCassina nella filosofia morale e nelpurgato scriver latino meritamen-te lodato. Nè senza compiacenzatornar gli doveva il trovare in quelconvitto a presidente degli studiil P. Clemente Fasce, genovese,che poscia fu professore di poeticanella università di Genova,e di cuivive oggidì ancora 1’ onorata me-moria. Erudito in collegio tantoillustre, tra’ giovani delle più chia-re famiglie d’Italia, in città col-tissima, e da precettori chiarissi-mi , dotato d’ ingegno fervido ,sagace, dopo il solito corso dell’e-ducazione religiosa, civile e lette-raria fece ritorno alla patria.
Qui, perciocché sono le discipli-ne liberali un vincolo soave d’ a-micizia, egli ottenne assai presta-mente quella di Agostin Lomelli-no poeta e filosofo, di GiuseppeDoria, grande benefattore dellapatria, di cui scriveva la storia ( el’uno e l’altro furon dogi della Re-pubblica),di Paolo Girolamo Palla-vicini, chiaro tra’poeti suoi coeta-nei sotto il nome di Paimiro Cido-nio-, di Giacomo Filippo Durazzo,in casa il quale s’accoglievano i mi-gliori ingegni della città 5 e piùspecialmente si strinse con Ippoli-to Durazzo, col quale si riducevaa quella villetta che ora è fattatanto famosa per la signoril corte-sia e pe’carmi delmarch. Giancarlodi Negro. In questa solitudine a-menissima facevano educar rarepiante per gli studi botanici, e ra-gionavano di cose letterarie, for-mandovi con altri gentili spiritiquasi una privata accademia. Eforse quivi disegnarono di onorarla memoria di Andrea Doria e diCristoforo Colombo, scrivendonegli elogi, che poscia pubblicaronocolle stampe del Bodoni, avendoil march. Durazzo scritto quellodell’ immortale discopritore del