nuovo mondo; e il cav. Grillo Cat-taneo quell’ altro del padre dellapatria ; ma prima di metterli nel-la luce del pubblico, vollero che ilBettinelli ne rivedesse 1’ elocuzio-ne. Perciocché assai piacevasi diGenova quel dotto Gesuita, di chefarà sempre testimonianza il poe-metto, che a lodarla compose.
Quest’ amore degli studi miglio-ri dovea naturalmente invitare leaccademie ad Ornarsi del nomedell’erudito patrizio genovese. Giànon tardaron gli Arcadi della Co-lonia Ligustica, e quelli della Sa-vonese ad averlo socio col nome diParlenio Amasiano. L’ accademialetteraria di Ravenna, e quelladegli Arcadi Ferraresi, fecergli si-milmente cotal onore E quando inGenova venne istituita nel 1586 laSocietà patria, affine di promuo-vere la coltivazione e le arti, eglientrò subito ne’soci che la com-ponevano, ed ératt molti ed illu-stri. Trovasi parimente il suo no-me ne’ membri dell’ accademiagenovese di belle arti, e della let-teraria degl'Industriosi, che avevaper segretario quelGiacometti, chepubblicò un volumetto di rimedegli Accademici, ed una pregevolraccoltina per la morte immaturadi Luigi Sauli. Formatosi poi l'In-stituto Ligure, egli fu ad esso ag-gregato ; e inedita rimane una me-moria che vi lesse, a dimostrareche 1 ’ uso de’ dizionari scientificipuò essere di qualche vantaggio acoloro che sanno, mentr’ è danno-so a que’ che nott sanno.
Quanto agl’ idiomi, coltivò il no-stro e il latino ; e molto pur valsenel francese e nell’ inglese. Pia-cquegli adunar libri di edizionilodate ; ed aveva le più splendidedel Bodoni. Delle pitture fu intel-ligentissimo ; e raccolse una pre-ziosa quadreria ; che sarebbe ancomaggiore, se al desiderio fosserostate uguali le ricchezze : ma eglibenché avesse di che trattarsi se-
condo la nobile sua condizione: ;non era doviziosissimo ; special-mente vivendo il marchese Dome-nico suo fratei maggiore, che pos-sedeva il fedecommesso.
Ma nè la poesia, nè le arti bel-le potevano tanto in lui da fargliporre in dimenticanza i doveri dicittadino, e di patrizio. Ebbe dun-que a sostenere quelle magistratu-re che 1 ’ antica repubblica solevaa’suoi gentiluomini confidare ; e leresse con sollecitudine, con equitàe integrità inalterabili. I qualipregi specialmente in lui spiccaro-no, quando sedette tra’procuratoridel Banco famoso di S. Giorgio;nel qual ministero ogni menomatrascuratezza era grave, e un er-rore qual che fosse, doveva passa-re nella severissima censura d’unpopolo avveduto e geloso. Ma sem-brava che la sua calda e sincerapietà religiosa, gli facesse grate, so-pra le altre cure, quelle che riguar-davano gli spedali e le altre operepie, che in Genova sono molte, egenerosamente dotate dfdlà bene-ficenza privata. E perciò sotto ladominazione francese fu annove-rato tra gli amministratori deglispedali.
Caduta 1’ aristocrazia genovese,si chiuse nell’ ozio onorato deglistudi; e come in cima de’suoi pen-sieri ave a posto mai sempre la re-ligione, diessi a voltare in metroitaliano tutto il Salterò Davidico,aggiuntovi molte annotazioni, gio-vandosi specialmente del Calmet,del Bellarmino e del Bossuet ; etanto si adoperò, che potè pub-blicarlo nel i8o3 in due tomi in'4. con dedicatoria alla Madre SuorLuigia Monaca Clarissa sorella suacarissima. Or questo lavoro fu ca-gione molto probabilmente che ilgoverno francese, fattosi padronenel 1 8o5 della Liguria, chiamasseil cav. Grillo Cattaneo ad alto uf-fizio, e degno di lui. Perciocchévenuto ad ordinare il nostro paese