Sili modello della Francia l’ arci-tesoriere Lebrun, il quale era uomColto, e della poesia italiana inten-dente , gradì un esemplare delSalterò Davidico, e ne ricambiòil traduttore con una copia delTasso, ch’egli, il sig. Lebrun, ave-va dall’ idioma nostro trasportatonel francese :poi dovendo pensareall’università, ne fece dare il go-verno, col titolo di Rettore, al tra-duttor de’ Salmi, nelle carte delquale si trovano un sonetto vigo-roso all’arcitesoriere e una brevee modestissima allocuzione, chedisse a’ professori nell’ assumerequel grave incarico ; ma il tenneper breve tempo ; non satisfacen-dosi de’ principii che il ministerodi Francia voleva insinuare nellementi degli studiosi.
Questa rinunzia tornò acerba algoverno imperiale di Napoleoneche voleva cupidamente veder pie-gati a’suoi desideri, nonché a’co-mandi, tutti coloro che per nasci-ta, per dottrina, per ricchezze po-tevano alcuna cosa nella civil so-cietà. Ad aumentare il secreto di-spetto, s’aggiunse che trattandosinel Consiglio della Città di collo-care il Liceo nel convento de’Min :Oss. della Nunziata, stette animo-samente pel no il cav. Grillo Cat-taneo. Per questi motivi divenutopoco accetto a chi reggeva in Ge-nova la podestà imperiale, ebbefinalmente l’ordine di recarsi aParigi ; eh’ era come una guisa dionorato confine a’ signori di nobillegnaggio. E fu questa per luiuna dolorosa intimazione ; essendoegli dilicato di complessione, e ti-mido per natura. Ma pur fu giuocoforza d’ubbidire a chi volea quantopoteva, e sembrava poter quasi o-gni cosa.
Fidanzata una sua figlia colmarch. Luigi Maria di Geronimodi Niccolò Gavotti, il che era adottimo genitore un alto dovere, se■ne andò dunque a Parigi ; dove
giunse addì 24 marzo 1811. Laconversazione di alcuni illustri ge-novési, colà portati o dal favore odallo sdegno di Napoleone, tem-perava in parte la sua sventura.
Ottenuta finalmente, dopo cin-que mesi, la facoltà di ricondursialla patria veggendo che il prefet-to di Genova, di cognome Bour-don, cercava ogni via di recarglimolestia, si ritirò in Savona, abi-tando una casa tolta a pigione; manon tardò ad annoiarsi e della casa,invero non degna d’accogliere sìgentil signore, e della città, dove sistava diviso dagli oggetti più carial suo cpore.
Venne intanto l’anno i 8 i 4 , neiquale il lord Bentick comandan-te delle forze britanniche avendodato alla Liguria una cotal formadi Governo Genovese, il cavaliereGrillo Cattaneo fu chiamato tracoloro che dovevano regger la pub-blica istruzione. 11 re Vittorio E-manuele, come fu sovrano, di Ge-nova, il creò presidente della depu-tazione agli studi; nella qual digni-tà continuò fino a che sì pei tu-multi del 1821, sì per gli anni, cherecavano sempre nuovi incomodialla sua fievole salute, ottenne dalre Carlo Felice il bramato ritiro,conservando la pensione, e il tito-lo di presidente d’ onore. Che an-zi con diploma de’20 gennaio 1827ricevè da quell’ ottimo sovrano ,che assai pregiavalo, la gran crocedell’ Ordine equestre de’SS. Mau-rizio e Lazzaro.
Così caro a’ suoi, rispettato da’cittadini, onorato da’sovrani, visseil marchese Niccolò Grillo Catta-neo fino al dì 22 luglio 1 834 , ne lquale dopo lunga malattia , rice-vuti i conforti della religione conquella singolare pietà, che si am-mirò sempre nelle sue azioni, ne*suoi ragionamenti ene’libri da luipubblicati, passò nella pace del Si-gnore alla vita immortale.
Le sue Opere stampate sono :