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Grande cura poneva il Foscari-ni in tale sua opera , e per diecianni continui raccolse materialionde condurla a finimento: soloper breve tempo credeva egli es-serne impedito per la Correzionedel Consiglio dei X e per la suaelezione a doge di Venezia, avve-nute ambedue nel 1762, ma fudalla morte rapito alle lettere edalla patria il 3r marzo del 1763.Tanto ne fu allora il cordoglio, che,come narrasi, mentre 1 ’ abate Mi-chelessi, nelle pubbliche preci re-citava una funebre orazione , vi-ri esi piangere il popolo amaramen-te. Oltre alle opere da noi soprac-citate scrisse egli ancora : Quattrodissertazioni intorno all ’ arte sto-rica non ancora, eh’ io mi sappia,stampate, ma lodatissime dal Con-ti, dall’ Arnaldi e dal Zaguri ; Lememorie arcane scritte dal Fosca-rini mentre trovavasi alla corte diVienna, le quali si aggirano intor-no ai fatti di que’ tempi ; La re-lazione del suo viaggio in Sarde-gna nel 1 q 45 a il °ui ms. fu com-perato dall’ inglese Penneck , eposcia stampato a Londra nel pri-mo volume del Mercurio Italico ;di questa opera fu fatta una tra-duzione tedesca nel 1817 a s. Gal-lo da Federico Hurter; un poemalatino intitolato ICoralli, non peraltro compiuto, e di cui un saggioci porse l’ab. Sibiliato. Molti ma-noscritti infine si ritrovarono do-po la morte di lui i quali nel no-vembre del 1799, per io 5 oo lirevenete furono comperati dall’ I.biblioteca di Vienna (1).
(1) Grande fu pure la biblioteca dalFoscarini lasciata sicché il solo catalo-go slampato nel 1800 formava un vo-lume in 8. di 2 gS pag , ma essa andòdispersa. Possedeva ancora una ricca Pi-nacoteca nella quale avea situalo il pro-prio ritratto, sottoponendovi i seguentiversi riportali dall'Arnaldi :
Nomina, resque virum postquam deteximus ipsiil?tatti lìceat nuli c fruì imaginibus.
Fu il Foscarini di bell’aspetto,di soavi maniere, ed eloquentissi-mo, per cui un poco ampollosa-mente scrisse il Bettinelli in unasua lettera, che i Riva, i Zorzi, iMarcelli, ed altri al tempo stessopareano uomini eloquenti : ei (M.Foscarini ) pttrea l' eloquenza. Lefonti da cui possiamo trarre me-morie della sua vita sono i varielogi che dai suoi contemporaneivennero pubblicati (1); e sebbenenon si possa negare che questesienole meno sicure, nulladimenole sue opere (quella specialmentedella veneta letteratura sebbenenon compiuta) bastano ad assicu-rar la sua fama E volesse il cieloche quel primo volume si ristam-passe! poiché la edizione del Co-rnino e per la magnificenza concui si è tirata, e per la sua raritàdivenne talmente costosa, che mol-ti, o nulla o solo per fama, cono-scono il Foscarini, e le patrie cosevanno frattanto, con nostra vergo-gna, in obblivione (2).
GnJSgffg Guuci,
CAVALIERI (GlOSP.FFANTONJo),erudito insigne, nacque d’Ippoli-to in Comacchìo nel >4 dicembre1749- Fece i suoi primi studi pres-so i Gesuiti; indi alla scienza inte-se del diritto civile e canonico ,in che fu laureato. La naturaleinclinazione eh’ egli avea per lebelle lettere lo portò allo studiode’ nostri egregi scrittori troppo
(1) In lode di M. Foscarini proc. dis. Marco, orazione di Vito Zaguri. Id.del N. II. Sebastiano Molino senatore .in lode di Marco Foscarini doge dìVenezia, orazione di Lodovico Arnaldipatrizio veneto. Idem del conte Lodo-vico Flangini patrizio veneto. Intornoalla eloquenza del Foscarini, orazionedell’ abate Sibiliato ec.
(2) Nella edizione di Lettere sceltedi celebri autori all’ ab. Antonio Contiprocurala dall’ ab. Pietro Bettio ve neha anche del Foscarini
Nota dell' Editore.