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mancò a’ vivi il 3 settembre 1802parroco di Libolla.
Giuseppe M. Bozoli.
LANZONI (Giuseppe) , medi-co, nacque in Ferrara li 26 ottobrei 663 . Opportuno a qualunque buo-nà disciplina apparve fin da’primianni il suo ingegno, ed inchinatosingolarmente alle belle lettere ealle scienze. Finiti quegli studi chein quel tempo si chiamavano filo-sofia, si appigliò alla medicina sot-to la direzione de’professori Giam-battista Giustini e Girolamo Ni-grisoli. N’ ebbe la laurea dottoralenella età di venti anni, e si dettenon guari dopo al libero eserciziodi quell’arte. L’esito felice delle suecure lo levò in gran grido, e la ge-nerale opinione del suo merito futale, che non v’ ebbe cura, senzaeh’ e’ di consulta non venisse ri-chiesto . L’ anno i 6 g 4 fu eletto aprofess. di filosofia nella universitàdi Ferrara. Parve accostarsi a quellanuova sapienza che i pregiudicatiodiavano e odiano tanto quantomeno ragionevolmente. E non so-lo vi si dimostrò nella mente col-to, ma savio e dabbene, ma dolceed affabile, ma atto a procacciarsila stima e la benevoglienza de’suoialunni ed uditori. Non pertantonon dimenticò le buone lettere ;imperocché egli attese con inde-fessa cura allo studio de’ classicigreci e latini, donde trasse quelletante cognizioni, che gli meritaro-no il vanto di aver luogo primariofra’più valenti nelle scienze di que’tempi. Per le opere, onde arriccilila patria, fu esaltato dagli stranieripiù che non là, dove donò quell’ec- ■celiente suo ingegno . Giacqueroper lungo volgere di tempo neglet-te dagli Italiani ; ma grazie sienorendute a Girolamo Baruffaldi,che imprese a diffonderle, e a farconoscere quanto bene egli meritòdella patria per tante nobili edutilissime produzioni.
Egli fu ascritto a diverse acca-
demie, tra le quali alla Leopoldi-na Cesarea de’Curiosi, e a quelladegl’ Intrepidi, di cui fu segreta-rio. L’anno 1727 fu sostituito aFrancesco Maria Nigvisoli nellaprincipal cattedra di filosofia. Mo-rì il ì. febbraio 1730.
Meritamente nell’universale fuamato il virtuoso Lanzoni, che lasua vita condusse per carità delnativo luogo in Ferrara, nè si cu-rò mai di andare altrove , dondepoteva sperare un più agiato vive-re. A tutti fu cara la piacevolezzadelle sue parole e delle sue manie-re. La sua morte fu sentita perchèin lui si perde un uomo dotto, sin-cero, affabile, di costumi illibato.
Ne lasciò molte opere medichee filosofiche, che furono ristampa-te in Losanna per Bousquet 1 ’ an-no 1738, e sono :
i. De venenis : Cifro logia: Zoo-logia parva : 2. De Cljsteribus. 5 .De Lacrymis. 4 - De fibre quarta-na . 5 . De saliva liumana. 6. Demedici officio. 7. De AUi°- 8. DeDenlibus. g. De Pericardio, io.ConsuItationes medicinales. 11.Observationes medicae ex misceli,nat. curios. depromptae. 12. Debalsamatione cadaverum. i 3 . Decoronis el unguentis. i/J- De lue tu,mortuali veterum adversaria. i 5 .De Jatrophicis Ferrariensihus .16. Prolusio ad philosophiam na-turalem. 17. Dissertationes variae.18. Additio in dissertationem O-lai Borrichii de lapidum genera-tione. ig. Scholia in observationesmedico-chirurgicas Henrici a Mo-njchen. 20. Animadversiones va-riae ad medicinam, anathomiam ,et chirurgiam ficìentes. 21. Ora-zione in morte del co. Nicolò Pal-la Strozza. 22. Lettera erudita so-pra il caviale e bottarga. 20. Let-tera del bere caldo. 24. Ragiona-mento intorno alla eccellenza delmele. z 5 . Ragionamento intornoalla visione. 26. Rime italiane.
LO STESSO.