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[Volume primo e volume secondo.]
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BROCCHI ( Gio. Battista ),nacque in Bassan o nel 1772 da no-bili parenti, i quali prepararonlocon molta cura agli studi che sonoscala alle dottrine. In questi Fin-gegno suo ancor tenero promette-va tanto che in età di soli quindi-ci anni passò a studiarvi le legginell’università} ma non inclinatoa farsi ministro di Àstrea, le scien-ze naturali e le lingue dotte, piùche il Digesto, fecero in Padova lasua delizia. Una mirabile vigoriadi mente congiunta a gentile di-gnità di modi lo rese noto a que’sommi di cui si allegrava quell’ u-niversità sul declinare del seco-lo passato , e quindi non tardòmolto a farsi amico di Cesarotti,di Stratico, di Carburi, di Toal-do, de’ quali udiva a quando aquando le lezioni. Brocchi affezio-nossi particolarmente alla bota-nica, e bramoso di secondare lasua passione, girò pei monti Euga-nei e Bassanesi per cercarvi pian-te } a cui usò intramettere lo stu-dio delle pietre che incontrava travia, guidato sempre in questi suoiprimi passi da Antonio Gaidon suovalente concittadino. Sì ratto andòinnanzi nella botanica che appe-na compiuti gli studi, cui avealoil padre destinato, potè porgeredi sè liete e grandi speranze. Dub-bioso per altro se dovesse alle scien-ze naturali piuttosto che all’ar-cheologia dedicarsi, si recò a Ro-ma, di dove dopopochi mesi redu-ce in patria, pubblicò le Ricerchesopra La scultura presso gli Egi-ziani. Venez. 1792 in 8., opera chequantunque s’avesse ottenuto noniscarsi elogi da Gio. Rinaldo Car-*li, si sforzò poi egli stesso di con-dannare alla dimenticanza. In bre-ve tempo fattosi conoscitore dellemigliori fra le specie che soglionoabbellire i giardini, pubblicò nel1796 un trattatello con alcune ot-time osservazioni circa il modo daosservarsi nella coltura delle pian-

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te odorifere e di bella vista, tantoesotiche come nostrali ( j ). La se-rie delle piante che nella Teoriadell'arte de' giardini si trovanoclassificate secondo la rispettiva lo-ro attitudine a produrre un effettopittoresco, fu intessuta dall’ amicacompiacenza del Brocchi a pre-ghiera del cav. Mabil, come vollequesti graziosamente e spontanea-mente comunicarmi (2).

L’ amore per la scienza de’ ve-getabili non iscemò nel Brocchi,quando gli piacque dedicarsi allostudio de’ minerali, che anzi vipose più lena d’ingegno, e tale damantenersi in fama di buon lito-logo presso uomini lodatissimi. Ri-chiamò a nuovo onore l’erbario diAndrea Cesalpino (5), del qualescrisse 1’elogio (4); diè fuori os-osservazioni eccellenti intorno adalcune opere del Micheli, e diTargioni il seniore ( 5 ) ; prese inserio esame il Pamphjton siculumdel Cupani (6), e si fermò in al-tro suo scritto a ragionare dell’ a-spetto della vegetazione ne’ con-torni di Reggio nella Calabria (7).Anche ne’lavori di tutt’altro ar-gomento ebbe il Brocchi ricorsopiù volte alla botanica per cono-scere la varia altezza de’monti,de’ quali perlustrava la natura, esupplì in qualche foggia alla man-canza del barometro per procac-ciarsi in via approssimativa le co-gnizioni a cui aspirava (8) . La

(1) Questo libro fu stampato per cu-ra di Roberto de’ conti Roberti all’oc-casione degli sponsali di Severiano Dot-to e di Laura co: Pappafava. Bassano,1796 in 6.

(2) Teoria dell’arte de'giardini di Lui-gi Mabil, intitolala all'egregio cavalierGio. de Lazzara. Bassano 1O01 in 8.

( 3 ) Bibl. italiana n. 29.

(41 Bettoni, ritratti e vite d’ illustriitaliani.

( 5 ) Bibl. italiana 1828.

(6) Bibl. italiana n. 80, 1822.

(7) Ivi, n. 79, 1823.

(8) Mem. mineralogica sopra la val-le di Fassa. Milano, 1811.