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[Volume primo e volume secondo.]
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lanciarsi tra le incertezze che ince-spavano le opere di Bergmann, diCronstedt e di Sage, circa la pre-senza della calce nel ferro spatico,terra ch’ei trovò mancare in tuttele varietà di questa specie , primache il Lincile, il Bucholz ed ilDrappier dimostrassero con le a-nalisi che la calce nel ferro spaticomanca del tutto, o vi entra comeprincipio puramente accidentale .Quanto al sistema adottato in que-st’ opera, l’autore tenne per giu-sto quello di Werner capo-scuolade’Nettunisti, e cercò sostenerlocon forza in altro suo scritto sullaValle di Fassa; ma una visita allemontagne del Lazio, e più di unacorsa sul Vesuvio e sull’ Etna, lofecero accorto ben presto, che sen-za offendere la verosimiglianza, esenza usare violenza alla ragione,non si poteva negli studi dellageognosia prescindere dalle dottri-ne de’vulcanisti. Queste dottrine,che assai per tempo erano profes-sate in Italia dal Bottoni (Idrolo-gia topograj’b ica ) Napoli i (icp, ),dal Michieli, da Lazzaro Moro ,dall’ Arduino e da Fortis, furonoimpugnate dai seguaci del sistemaopposto , e Brocchi stesso ebbe acombatterle con zelo, se non in-giusto, certo eccedente.

Fra le opere di Brocchi primeg-gia la Conchiologia fossile suba•pennina , in cui le ragioni dellageognosia vengono mirabilmentespalleggiate dalla grave autoritàde’petrefatti (i) ; autorità di cuiignorano il valore tutti coloro, chenon bene ammaestrati nella zoo-logia fossile, insistono tuttavia agiudicare dell’ età relativa de’ ter-reni dietro le regole spesso fallacidella pura geognosia.

Non si conosceva che assai im-perfettamente la fisica costituzio-

(i) Conchiologia fossile subapenninavoi. due iu 4 - con sedici tavole in ra-me. Milano 1814.

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ne delle colline conchigliacee su-bapennine, le quali tengono lospazio frapposto agli Àpennini edalla spiaggia del mare ; ora quelterreno , divenuto classico mercèle cure di Brocchi, serve di Oriz-zonte geognostico ai naturalisti ditutte le nazioni. Risso di Marsi-glia, Brongniart, Schlotheim, Stri-der di Berna, Murchison, e altrimolti, conguagliarono alla forma-zione terziaria subapennina grannumero di terreni posti sotto la-titudini , e sotto meridiani diffe-renti, e questa analogia di forma-zione fu dedotta, non già dalladottrina delle soprapposizioni, madalla somiglianza che hanno i cor-pi organici fossili illustrati da Broc-chi con quelli discoperti dai citatiautori nelle montagne di altri pae-si. Le utilità che derivano al geo-gnosta dalla cognizione di siffattereliquie sono tali, che occuparsiadesso dello studio delle montagnesenza ricorrere agli aiuti della zoo-logia, è lo stesso che voler fare lastoria degli antichi popoli senzavalersi de’ monumenti, delle me-daglie e delle iscrizioni. Nè dallaforma peculiare de’ petrefatti sipotrebbe decidere dell’ antichitàrelativa delle montagne, se le spe-cie animali fossero state create perla perpetuità, e non avessero do-vuto soggiacere, come le vegeta-bili, ad una lenta e graduata di-struzione; perciocché non ammet-terebbono fra di loro nessuna dif-ferenza, e sarebbono le stesse tan-to ne’terreni più antichi come neipiù moderni . Noi stessi afforzatidai consigli di Brocchi abbiamocercato di mostrare che la somi-glianza degli animali fossili con leforme di specie ancora viventi siperde di mano in mano che le roc-ce, nelle quali sono presi, diventa-no più remote nella serie genera-le delle deposizioni fatte dal maredurante la sua insidenza sui con-tinenti j lo che induce a credere,