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[Volume primo e volume secondo.]
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che lo stato antico della vita fossesubordinato a circostanze diverseda quelle che presiedono alla con-servazione delle specie attualmen-te esistenti.

Un ingegno versatile rendeva ilBrocchi atto ad ogni maniera dibello ed utile sapere ; e però dallescienze fisiche, dalla storia civile,dalla poesia e letteratura greca elatina, trasse ricca copia di cogni-zioni, che lo guidarono poi nellevarie sue opere, in quella parti-colarmente che porta il titolo:Dello stato fisico del suolo di Ro-ma, stampata nel 1820 in 8. ed ac-compagnata da una grande cartageognostica , e da due tavole inrame.Ov’è di fatti che Brocchiparli di archeologia, di storia, cheantiquario e storico non si dimo-stri ? Cosi si fè credere buon fisi-co ove gli cadde discorso di fisica,chimico ove di chimica, nè dellameccanica, nè d’altra qualsivogliadisciplina prende a trattare, chenon mostrasse aver quella al pardi ogn’altra professato (1). Fu dun-que a Brocchi famigliare non solociò che la storia naturale ha di piùraro , ma spaziò ne’ vasti campidelle umane cognizioni per guisa,da potersi collocare presso i duesommi polistori, che formano lamaraviglia del secolo xix (2) . Manell’auge della sua gloria ei vollestaccarsi da noi per tentare ani-moso il viaggio dell’ Egitto ondevedere cogli occhi propri i monti,le miniere, i deserti, i fiumi, etoccare con le sue mani i ruderidi quell’ antichissima culla d’ogniumana grandezza. Attaccato allapatria , prima di darle 1’ ultimo

(1) Si veggano le Memorie sopra va-ri argomenti inserite da Brocchi neiprimi trenta volumi della Bibl. italiana,di cui era principal collaboratore; e veg-gansi pure le Lettere sopra Dante aMiledi TV. T. impresse in Venezia nel1797 in 8.

(2) Humboldt e Cuvier.

addio la costituì erede di tutti isuoi libri e della sua scarsa fortu-na. Scrisse in Egitto il giornaledel suo viaggio,raccolse minerali,rocce, piante, ed altro apparec-chiando così un’illustrazione del-le contrade africane che avrebbecinta di nuovo alloro la sua fronte;ma Brocchi dapprima professorenel liceo di Brescia, poscia ispet-tore generale delle miniere sottoil cessato regno italico, compiè isuoi dì l’anno 1826, non ove co-minciati gli aveva, ma nel centrodel Sennaar, vittima di quell’ardo-re per le scienze che lo accese neiprimi esordi dell’età giovanile, esi mantenne vivissimo fino all’ e-stremo del viver suo. Scrissero lelodi del Brocchi li signori Defen-dente Bacchi, e Giovanni D. Lar-ber, il primo negli Annali uni-versali di statistica ( voi. xv n.44); il secondo nell’ Elogio storicoimpresso in Padova nel 1828 in 8.

T. A. Catullo.

ALALEOINA ( Giuseppe), na-cque il giorno 20 maggio 1670 inMacerata ( bella e piccola città invetta d’ una collina nella Marcad’Ancona), dove da tempi anti-chissimi fiorirono per nobiltà gli A-laleoni e i Bartolacci a cui Lodo-vica sua madre, sposa di FulvioCollucio, apparteneva. Studiò tut-to in patria: fu condiscepolo del-l’ab. Domenico Lazzarini neglistudi delle arti belle e della storiaromana: e sugli anni rg conseguila laurea dottorale. Eletto al co-minciare del secolo professor dilegge in Macerata ebbe a farsi co-noscere in quei principii assai piùletterato che giureconsulto, pub-blicando nel 1711 la Vagliaturatra Baione e Ciancione Mugnai.Questa risposta quantunque dileggiadro stile e polito, pur nonavrebbe meritato i tanti elogi delGiornale dei letterati d' Italia( tom. v. an. 17 11. art. xxu pag.