medesimo, eli’ era uomo ricco, dibuon gusto, ed assai erudito. Nel-la capitale compì e perfezionò ilcorso legale, e dimostrò fin dallagioventù una decisa inclinazionealle scienze naturali ed economi-che. Andò in Genova : si fè rein-tegrare alla nobiltà, ed ottenne lamagistratura di quella repubbli-ca. Dimorando colà donò maggiorsfogo alla prediletta sua inclina-zione : si applicò seriamente a co-noscere i metodi di agricoltura edi arti che specialmente riguar-davano le sete e gli olii, e col be-neplacito del genitore intrapresede’ viaggi in Francia, in Svizzeraed in Piemonte per istruirsi mi-nutamente delle lodevoli praticheagricole di quelle contrade . Unasua memoria circa 1’ erba nostraledetta Sulla venne applaudita dalleSocietà di agricoltura di Parigi edi Berna, e meritò essere stampa-ta a spese de’ Georgofili Fiorenti-ni. Ricco di conoscenze, ed inva-so di patriottismo il marchese spe-di macchine, sementi, agricoltoried artefici in Calabria, e coll’aiutoed efficace cooperazione del buongenitore non meno del figlio dasaggia filopatria animato , intro-dusse la coltura delle patate e dellecarote, i prati artificiali, gli ortag-gi all’ uso francese ; fabbricò mu-lini e trappeti detti alla genove-se, e la potatura regolò degli u-livi. Tutte queste però ed altrenumerose agricole esperienze fat-te a spese della privata sua borsadissestarono l’economia domesticadel Grimaldi, e la morte del pa-dre, e poscia quella del fratello D.Francesco influirono vieppiù a dar-le un crollo maggiore. Impercioc-ché da pochi o da niuno seguito,esposto si vide alle opposizioni edagli ostacoli che i ricchi possessoride’trappeti alla paesana gli frap-ponevano temendo che la propa-gazione delle novelle macchineportar potesse dissesto ai non pic-
cioli lucri della loro industria. Ilmarchese non per tanto continua-va a diffondere i lumi, e ad insi-nuare le conoscenze veramente u-tili alla pubblica economia. Contali vedute sono scritte le due ope-re, le quali traspirano unito a sa-vie vedute un amore eminente delben nazionale.
Nel 1782 egli venne nominatoassessore del nuovo consiglio del-le finanze, con Galiani, Aiello, edaltri; e col soldo di due. 5 o al mesefu spedito per animare 1’ agricol-tura e le arti in Calabria; alla qualincumbenza il marchese piena-mente corrispose e si applicò atutt’ uomo a generalizzare i trap-peti alla genovese , i lavatoi delnocciolo, e la tiratura delle seteall’organzino. Nella Piana furonostabilite le prime due macelline,ed una scuola da tirar la seta siapri in Reggio con molta miglio-ria ed utilità di questo ramo d’in-dustria ; ed uno specioso stabili-mento se ne stabili in villa s. Gio-vanni a cura della famiglia Carac-ciolo. Al presente le filande si so-no generalizzate nella provinciadi Reggio con gran lucro di quel-le popolazioni .
Nel 1798 il marchese fu in-volto nelle catastrofi rivoluziona-rie , eh’ erano cominciate a farsisentire da per tutto, ed arrestatocon molti altri gentiluomini reg-giani fu trattenuto nella prigio-ne di Messina detta la Brigaria,perchè la gotta di cui era afflit-to non permise che fosse traspor-tato cogli altri all’ isola di Favi-gnana. Rientrato ai domestici laridopo la pace di Firenze egli sigiustificò presso del governo , emediante la protezione del primoministro Gio. Acton ottenne il sol-do che gli era stato sospeso; e con-tinuò la sua dimora in Reggio, ovese ne mori a’ 5 novembre i 8 o 5 .
Appartenne il Grimaldi all’ ac-cademia de’Georgofili di Firenze,