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[Volume primo e volume secondo.]
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apostolo nelle Indie salpò da Cadi-ce, vide le Azzore, piegò ad Orien-te, s’ingolfò in seno alle Antille, eradendo la Giammaica, s. Domin-go, e Cuba approdò al Messico : ecompiuti per via gli anni di proba-zione religiosa si consacrò a Dio.Traversò i deserti della Luigiana,e trascorsa 1 ’ America venne al-le Indie Orientali , e precisamen-te a Manilla, dove cherico ancoralesse a copioso numero di uditoriGiurisprudenza Ecclesiastica : epotendo restarsi con agio alla ca-pitale delle isole Filippine volleinvece internarsi fra mille disagiin quelle regioni portando la lucedove erano più Atte le tenebre:ed in tre mesi conobbe e parlò lalingua Malayo, che non ha regolefisse e dizionari, e la parlò di gui-sa da sostenere in quello stranoidioma il ministero evangelico : edurò alle ingiurie del clima, dovepe’ cocenti ardori spicciava dallesue carni tinto di sangue il sudo-re, e tornavagli affannoso il respi-ro tanto che gli svenimenti eranoassidui e penosissimi. Strappatoviolentemente da’ suoi cari India-ni, essi accompagnavanlo col cuo-re, mentre sulla nave recavasi alGiappone. Passò la linea a Bor-neo, salutò Giava, Sumatra e Goa,e ripassò la linea a s. Thoma, ecompiuto in latitudine il giro delglobo rivide la Spagna prigionie-ro di Cristo. Venne in Italia spe-rando riposo, e vi trovò il sommodolore per la dissoluzione del suoordine . In Bologna si dedicò alservigio di una parrocchia, e nellostudio delle Scritture e de’ Padri,non che delle lingue greca ed e-braica trovò conforti, e fu degnoche dal Senato fossegli conferitala cattedra di lingua greca nel-l’università. Diede fuori gli Ele-menti della lingua greca divìsiin i 4 lezioni, Bologna 1802 in 8.,di cui ben tre edizioni si fecero,sando stati adottati in varie seuo-

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le di Germania, di Fiandra e d’In-ghilterra : sono un ristretto dellasua Gramatica Ragionata, e mi-rano ad agevolare lo studio di co-tale lingua mercè una tavola dettaper lui Ghefiriana , nella qualedisposte in tre classi le consonanti( cioè in labiali, palatali, dentali )s’insegna la retta maniera di scri-vere, e porgesi tutto il nocciolodel mirabile artifizio della linguastessa segnato sulla natura de’ pri-mi elementi del parlare. Tradus-se Omero in idioma spagnuolo, edettò versi ; ma nulla di questodiede in luce prefiggendosi di gio-vare ai presenti meglio, che difarsi nome appo i futuri. E la suacasa fu una scuola continua, don-de uscirono formati alle grechelettere uomini riputatissimi. I-strutta da lui la celebre ClotildeTambroni gli successe nella cat-tedra. Ripristinata la compagniaper Pio VII si restituì a quellaP Aponte, che in ogni tempo fuspecchio di schietta virtù e reli-gione, e ne edificò per quaranta-due anni Bologna, dove compièla sua carriera mortale. Colto daparalisi restò cinque mesi privodell’uso delle mani e della lingua,e sempre uguale a sè stesso vollei ss. Evangeli scritti in greco fos-sero posti sopra il suo petto dopola morte: che fu a’ 22 novembredell’anno 1 8r 5 , di sua età 79. E'a vedere 1 ’ Elogio Funebre scrittodal P. Pacifico Deani da Brescia,suo discepolo, insieme colle Iscri-zioni nella trigesima, e coll’ Elo-gio Epigrafico postogli nel cimi-tero di Bologna da quella insignesua allieva, Clotilde Tambroni,il quale usci nel 1816 per le stam-pe del Lucchesini (1).

D. Vaccoiivi(1) L’ edizione di Callimaco fatta nBrescia nel 1820, contiene alcune regolesui dialetti greci ed un tratlaLello del-T ab. Aponte sull’uso degli spirili e degliaccenti, utilissimo negli iniziati nellostudio della lingua greca.