della Congregazione. Fu socio or-dinario della r. accademia dellescienze, della società Pontaniana,e di altre ancora. Ebbe chiareamicizie col barone di Zach, col-1 ' Oriani, e con altri celebri astro-nomi: la sua vita fu tutta nellostudio, e il suo nome dura congloria.
Opere pubblicate
Nel Giornale Enciclopedicodi Napoli.
1. Metodo facile ed uniformedi descrivere orologi a sole su(pialuncpie superficie piana (1814).
2. Considerazioni sulle costru-zioni delle carte geografiche, eparticolarmente sul metodo pro-posto dal cav.A.M. Lorgna (t8i 5 ).
5 . Sul grado di esattezza di al-cune foratole, che servono a tro-vare il tempo vero, dato il tempodecorso fra gli appulsi di duestelle di posizione conosciuta almedesimo Almicantarat ( i 8 i 5 ).
/,. Estratto delle osservazionimeteorologiche fatte nel r. osser-vatorio di Napoli pel i 8 i 5 (i 8 i 6 ).
5 . Breve cenno sugli osservato-rii di Pisa e di Napoli ( 1817 ).
6 . Memoria su di un circolomurale delsig. Troug-t/ioji(i8i'j).
7. Lettera ai signori Compila-tori del Giornale Enciclopedicodi Napoli ( 1817 ).
Opere inedite.
1. Osservazioni astronomichefatte nella specola di s. Gaudioso.
2. Memorie di astronomia.
3 . Descrizione del r. osserva-torio di Napoli, e de' suoi stru-menti.
D. Vaccoiini.
GEMELLI ( F. Lonovico ), na-cque in Olivadi terra della CalabriaUlteriore da Bruno, e da Isabella diNardo a’ 18 gennaio 1757. Vestilelane cappuccine il 1772 nel con-vento di Misuraca,e vi professò.Dièmano, e compì 1’ istituzione letto-
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raria nel Convento di Catanzaro :ebbe a maestri F. Girolamo d’ Al-bi celebre oratore di quei tempi,e buon teologo, e F. Fedele da Stai-letti buon filosofo, e matematico,conosciuto meglio nella repubblicaletteraria sotto il nome di ab. Gre-gorio Aracri. Facile percezione , enon minor ritenitiva, brama di sa-pere, applicazione assidua, e fibraforte da resistere a qualunque ben-ché penoso lavoro distinguevano F.Lodovico fra tutt’i suoi condiscepo-li. I maestri suoi se ne accorsero, edamorosamente lo iniziarono nel-lo studio della filosofia moderna,avendogli fatto gustare le operedel Condillac , del Diderot, deld’Alembert, e di tutti i filosofi ol-tramontani che potevansi trovarein quel tempo in provincia. F.Lodovico ne profittò, e a’ 16 mag-gio 1780, terminando il suo cor-so di studio espose al pubblico , esostenne tesi non prima udite fra’cappuccini delle Calabrie, e le de-dicò a mons. Spinelli allora vesco-vo di Catanzaro. Passato quindiin Montelione, cominciò a dar le-zioni a molti privati, e dopo 1’ or-ribile flagello del tremuoto del1 783 assistè al profondo filosofo ab.Filippo Iacopo Pignatari nelle os-servazioni che sulla sbarra di fer-ro gli erano state imposte di ese-guire a fine di conoscere se 1’ e-letricità atmosferica influenz’ al-cuna esercitasse su quel tremen-do fenomeno . Candidamente ilPignatari spesse fiate la coopera-zione di F. Lodovico confessa nel-le sue osservazioni meteorologiche,chiamandolo giovine molto versa-to nelle scienze fisiche.
Espulsi i frati dalle Calabrie nel1784, F. Lodovico fu mandato nellaprovincia di Napoli, ed in Castella-mare dimorò per più anni occu-pando una cattedra di filosofia inquel seminario. Ivi compose , erecitò il panegirico di s. GiudaTaddeo, che dedicò a monsignor