Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
326
JPEG-Download
 

52G

Ferdinando Crispo-Doria vescovodi quella diocesi, divulgandolo po-scia per le stampe.

Prescelto cappellano del reggi-mento reale Calabria collo stessopassò in Abruzzo all’accampamen-to di s. Germano per tutto il tem-po in cui le truppe napoletane vistanziarono.

Rimessi i frati nelle CalabrieF. Lodovico ritornò in provincia ,e nel 1802 dopo scrupoloso esa-me, sostenuto ne’ comizii provin-ciali , in Fiumara di Muro adu-nati, fu creato lettore del suo in-stituto . Egli per altro era statopreceduto dalla riputazione dellesue opere , e specialmente dal 1.volume de’ suoi Saggi di filosofiamorale, de’quali li n 5 o esemplaritirati furono in men di due mesitutti smaltiti. Divenuto lettore F.Lodovico si applicò all' istruzionedi numerosa classe di giovani se-colari e monastici pria nel con-vento di Maida, e poscia nel con-vento di Montelione. Scelto diffini-tore ne’comizii del i 8 o 5 , in quel-li del 1808 venne unanimamenteacclamato ministro provinciale del-la provincia Reggina, che ressecon tutto zelo e prudenza fino al1816. Non è da dire quali, e quan-ti vantaggi furon da lui procura-ti a’ suoi confratelli in quel tempodi disastri, e di ambasce. È notocome dopo il 1806 le Calabriesoggiacquero miseramente ai fu-rori della più terribile sollevazio-ne . I fuorusciti, che, con nomederivato dal francese eran chia-mati briganti, massacravano, e di-struggevano quanto lor veniva in-nanzi ; e quel eh’ è più qualcheministro del santuario sposò conessi i medesimi sentimenti. Chenon può lo spirito di partito nel-l’uomo! Viveva allora sebbene vec-chio e cadente F. Daniele da Car-dinale, il quale era stato più vol-te ministro provinciale , ed ambi-va il dominio della provincia di

Reggio . Era egli uomo destro ,d' intrigo , e caldo ; e nel 1 799non era rimast’ OZÌ0S9 . Ma le co-se erano mutate . Il convento diMontelione (ove stanziava il qnar-tier generale dell’ esercito france-se ) veniva governato da F. Lodo-vico , ed era stato esente dal bri-gantaggio . F. Lodovico possedevaampia libreria, ricca,di quattro-centisti , e gl’ intendenti, i ma-gistrati , e i generali andavanospesso a visitarla. Il generale Re-nier, comandante il terzo corpo diesercito in Calabria, che alle qua-lità di valoroso guerriero univaperegrina istruzione, condotto daltenente colonnello Paolo LuigiCourier nella stanza di F. Lodo-vico, spesso vagheggiava la biblio-teca , e specialmente un esempla-re assai bene conservato dello AVe-lonio , stampato da Udelrico Hanin Roma nel > 4 "° 5 ed aveva fat-to intendere per mezzo del Cou-rier di volerlo acquistare ; ma F.Lodovico aveva risposto di nonpoterlo alienare . La tranquillitàdel convento di Montelione, 1 ’ a-micizia di F. Lodovico co’più rag-guardevoli personaggi del paese ,e Tesser egli stato proclamato mi-nistro provinciale ne’ comizii del1808 contro il volere di F. Danie-le fu sufficiente a far uscir costuida’ gangheri , e non contento diaver inutilmente intrigato controF. Lodovico tra i suoi confrati,che più non gli davano ascolto, ri-tornò al suo convento di s. Catte-rina, e cominciò a tenere crimi-nose corrispondenze co’ brigantidel prossimo bosco della Lacina :accusato quindi da’terrazzani ven-ne arrestato da un distaccamentofrancese. Corse subito un frate adannunziare T accaduto a F. Lodo-vico, ed egli di anima sensitivadotato, tutto di carità divampa perla difesa del suo avversario. Pren-de adunque lo Svetonio, ed unGiuseppe Ebreo per Albertin da