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[Volume primo e volume secondo.]
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nella basilica Vaticana : e lo stam-pò col titolo a Clemente XIV. Al-la morte dello zio trovandosi scrit-tore di lingua siriaca nella Vati-cana, ne fu poscia primo custode :ufficio, che apparteneva di dirittoal chiarissimo Giovanni Bottarigià secondo custode, e coadiutoreal primo. Ma il Bottari il giornostesso, che assunse la prefetturadella bibbi teca, n’ ebbe la giubi-lazione con tutti gli emolumentied onori, e fu fatto luogo all’Às-semani , che quell’ ufficio tennetredici anni, dieci mesi e cinquegiorni con integrità e dottrina : emorì il 2Ì novembre 1782: doposolenni esequie fu sepolto nellachiesa di s. Lorenzo in Borgo de’cherici regolari (1).

D. Vaccohni.

LUOSI (conte Giuseppe), na-cque nella città di Mirandola l’an-no 1755. Fece i suoi studi in Mo-dena , la cui università a que’tetn-pi era insigne per valentissimiprofessori . Dotato di perspicaceingegno e di retto criterio, fin da-gli anni primi seppe congiunge-re 1 ’ applicazione delle ottime di-scipline alla coltura di ogni piùdilicata gentilezza. Si diede allostudio del diritto ; e nella età, incui soglionsi lodare i giovani perle speranze , egli riputavasi unconsumato avvocato, la cui operainvocavano i privati a tutela de’lo-ro diritti. Per la sua dottrina, lasua diligenza, la lealtà nel maneg-gio de’ negozii che gli si affidava-

(1) Trovo memoria anche di Giusep-pe Luigi Assemani, che fu beneficiatodella basilica Lateranense, e professoredi lingue orientali alla Sapienza ed alcollegio di Propaganda Fide, celebresingolarmente per le sue opere liturgi-che. Mori ai 9 febbraio 1782, e fu se-polto nella chiesa nazionale de’ Maro-niti nella tomba dello zio monsignorGiuseppe Simone, ( Diar. di Roma N.744 del 16 febbraio 1782 ).

no, venne ben tosto nell’ ammira-zione de’suoi concittadini, e nellastima del governo, che Io elevò adimportanti uffizii. Profondamentestudiò quelle opere classiche, chetanta luce diffusero sugli arcani co-si della giurisprudenza come dellapolitica, e seppe coglierne il fioreefar tesoro in mente di quella sa-pienza, che la filosofia avea già in-cominciato ad infondere ne’ temiimportantissimi delle istituzionisorreggenti l’ordine sociale. E nonsolo intendeva a queste discipline,ma ancora a ogni altra maniera dierudizione; cosicché all’uopo po-tea citare i più bei passi de’ mi-gliori poeti o latini o francesi onostri, e portare un fino giudiziosul merito delle opere di spirito,o di quelle che alle arti belle per-tengono.

Quando la prevalenza delle armifrancesi mutò lo stato de’paesidel-l’Italia , Giuseppe Luosi fu chia-mato ad esser membro del comi-tato di governo degli stati estensi,dal cui seno fu tratto, ond’essere,per l’interesse dello stato, al fian-co del generalissimo dell’ esercitofrancese, cui non poteva non riu-scir gradito per le belle doti on d’e-ra adorno. Quando i Bolognesi, ipopoli Estensi, e i Ferraresi furonotratti a strignersi in politica fede-razione, egli fe’ parte di una giun-ta di difesa, la quale servi di pri-mo anello a più stretta unione,ch’indi a poco si effettuò ne’con-gressi di Reggio e di Modena. Nonandò guari però che la Emilia nevenne distaccata , e il Luosi vi fumandato governatore da quell’ ar-bitro di allora delle cose d’Italia.Se non si trattava d’introdur leg-gi e pratiche, che affrontassero gliusi e le opinioni popolari, tratta-vasi però di dover provvedere agliimperiosi bisogni del momento, edi stabilire i modi necessarii perripartirne i conseguenti pesi; e aciò fu talmente acconcio Giuseppe