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[Volume primo e volume secondo.]
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332
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MI

Luosi, conoscitore degli nomini ede’ tempi, che si procacciò la uni-versale henevoglienza.

Dopo la pace di Gampoformiofu creata la repubblica Cisalpina,e il generalissimo chiamò a Mila-no Luosi, cui il direttorio esecu-tivo nominò ministro di giustizia.In sì difficili circostanze, all’ acu-me soltanto dell’ ingegno di lui,al suo amore pel pubblico bene,alla sua fede ed all’onor suo si do-vette la composizione del ministe-ro, la classificazione delle variematerie soggette alla sua vigilan-za, la scelta giudiziosa degl’impie-gati. Al ministero della giustiziafu congiunto quello dell’ alta poli-zia dello Stato, cose a prima giun-ta fra loro incompatibili , preci-puamente in mezzo al fermento ditante fazioui proprie di que’ tem-pi procellosi , ma eli’ egli seppecomprovare col fatto potere anda-re unite senza inquietudini e scan-dali. Dieci mesi dopo essendo sta-to eletto membro del direttorio e-sccutivo, rassegnò il suo uffìzio inuno stato così ordinato, che pareareggersi sopra tradizioni secolari.Ma correano que’tempi, in cuitutto era provvisorio. Ond’ è cheun ambasciatore francese rovesciòla costituzione, e a suo talento necostituì un’altra cacciando ed eleg-gendo ad arbitrio legislatori e di-rettori ; un generale francese ro-vesciò l’opera dell’ ambasciatore,cacciando ed eleggendo alla suavolta legislatori e direttori. Matosto che le cose furono riordina-te, Giuseppe Luosi, eh’ era statovittima delle passate perturbazio-ni, ripigliò il suo posto.

Pel mal esito di una guerra im-prudentemente rinnovata da’Fran-cesi fu rovesciata la repubblica Ci-salpina ; quindi è che Luosi fu co-stretto di cercare un rifugio inCiamberì, ove esercitò per pocotempo le funzioni di presidentedel direttorio in tutto quel circolo

di affari, ebe le circostanze potè*-no permettere; ma veggendo es-sere malagevole andar d’ accordoco’ suoi compagni, che ritornava-no di leggieri alle antiche discor-die, per non alimentarsi di garemiserabili, finito il tempo dellasua presidenza, passò prima a Gi-nevra, divenuta per la copia degliingegni, per la perseveranza neibuoni studi 1’ Ateneo d’ Europa ;e poco dopo trasse a Parigi. L’ex-presidente del direttorio Cisalpi-no cercò in Ginevra e in Parigiquanto in fatto d’ arti di lettere edi scienze poteva meglio sollevareil suo animo e dilettarne l’inge-gno ; e in quest’ ultima città rac-colse quanti lumi erano sparsi sul-le ragioni di ogni ramo di politi-ca. Una nuova serie di avvenimen-ti meravigliosi rialzò la fortunadella Francia caduta in basso. Do-po la pace di Lu neville, il congres-so nazionale convocato in Lionediede nuova forma e nuove spe-ranze alle cose d’Italia; e Giusep-pe Luosi fu eletto a membro dellaconsulta di Stato.

Non andò guari che il primoconsole de’Francesi, e presidentadella repubblica Italiana fu pro-clamato imperatore de’ primi, egridato re d’Italia. Alla sua venu-ta in Italia per incoronarsi a Mila-no, stabilì nuovi ordini convenien-ti al reggimento del regno ; e vo-lendo dare stabilità e vigore allagiustizia, cercò a cui commetteretanto incarico, e Giuseppe Luosifu l’eletto. Prima operazione dilui si fu la presentazione di un re-golamento organico della giustiziacivile e punitiva che stabiliva i va-rii rami del poter giudiziario, eindicava le giurisdizioni a ciascunmagistrato competenti. La versio-ne in latino del codice di Napo-leone fu da lui commessa a valen-tuomini versati non solo nelle lin-gue, ma eziandio nelle materie le-gali. Il codice di processura penale,