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[Volume primo e volume secondo.]
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tutto di compilazione nuova , fuda esso lui commesso ad uominidi generosi principi! e pieni didottrina e di filosofia : quello deidelitti e delle pene fu pure da luiordinato; e sarà un monumentoprezioso sì della scienza che dellozelo suo in particolare la bella evoluminosa collezione de’ Trava-gli pel codice penale pel regnod' Italia. Egli non mancò di pre-parare un progetto di codice dicommercio adoperando per ciò egiureconsulti e commercianti deipiù distinti per ingegno per lumie per pratica in questa materia :che se non fu anteposto a quellodi Francia, la ragione unica, è anon aver voluto Napoleone senzainevitabile necessità essere distrat-to da varietà di leggi nel simulta-neo reggimento dell’impero e delregno. Tanti lavori con mirabileaccordo preparati nella sua mente,e con più mirabile prontezza ese-guiti gli meritarono di essere saliitato il Coccei dell’Italia ; e questilavori per sé stessi gravissimi nechiamarono altri accessorii in or-dine, a dar compimento a un per-fetto sistema di amministrazionedi giustizia ; ond’ è che diede o-pera a’ regolamenti per gli avvo-cati e pe’ patrocinatori , pe’ notaie per gli archivii, e a quelli im-portantissimi che riguardavano lamateria delle ipoteche. Verso lagioventù , speranza della patria,rivolse ancora le sue sollecitudini,e non contento che nelle univer-sità del regno essa trovasse quan-to riguardava l’insegnamento del-le facoltà legali , le ottenne trespeciali scuole in Milano , quelladi diritto pubblico e commercia-le nelle relazioni dello Stato co-gli Stati esteri ; quella di alta le-gislazione civile e criminale nellesue relazioni coU’amministrazionepubblica , e quella di eloquenzapratica legale. Nella scelta a laicommessa degli uomini pe’ varii

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tiffizii dello stato (opera la più ma-lagevole di ogni governo) egli cor-rispose mirabilmente alla confi-denza che in lui avea riposto chidominava. Tutti coloro che a luiaveano ricorso con benevoli modiaccogliea : con tutti delle cose ailoro uflicii appartenenti ragiona-va ; di ciascuno notava i pareri eipropri vi agginngea; quindi òchelungi dal riuscir grave ad alcuno,desiderio inspirava ad ognuno dipiù lunga e ripetuta conversazio-ne ( 1 ). E quella reverenza e devo-zione affettuosa, che sapea inspira-re, divenne generale in tutta Italia,quando visitò tutt’ i tribunali etutte le corti del regno . Una co-spirazione di alcuni suoi concitta-dini, che aveano forse a sdegnoch’ei non fosse inchinato a con-sentire nelle tortuose vie per cuil’ambizione li traea, per poco nonlo fece venire in disfavore del gio-vane principe che governava inItalia ; ma la verità, detta franca-mente da uno di que’ pochi cheerano degni della sua confidenza,salvò il regno dall’infortunio chegli sovrastava, e Giuseppe Luosirestando nel suo ufficio dimostròvieppiù di esserne meritevole. Il

(i) « Luosi, dice il Coraccini nellaStoria della amministrazione del regno33 d'Italia, associava si bene la gravi-» tà del suo ministero e la qualità dei» suoi studi alla lindura degli abbiglia-33 menti , alla leggiadria dei modi , al33 buon gusto delle suppellettili, alia33 magnificenza ed al lusso della corte33 e dei trattamenti che nessun altro33 ministro poteva stargli a paraggio .35 Napoleone che amava il fasto miui-33 sleriale, lungi dal biasimamelo, forni33 ad esso più volte i mezzi di soste-33 nerlo, riparando anche talvolta i suoi33 sbilanci economici e pagando i suoi33 debiti. Ad ogni modo 1 ! inclinazione33 irresistibile del Luosi ai più squisiti33 piaceri della vita non lo distolse mai33 dall’ adempiere le funzioni affidategli33 con somma intelligenza e col più?5 fervido zelo. »3

Ilota dell Editore.