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[Volume primo e volume secondo.]
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sovrano 6tesso volendo dargli pub-blicamente una dimostrazione delgrande amore e dell’ alta stima,in che l’avea, lo volle introdurreper mano, come membro onorario,nel reale istituto delle scienze, let-tere ed arti, venerando santuariodella sapienza nazionale. Moltiuomini eminenti per ingegno gliintitolarono le loro opere ; e nongià tratti da considerazione del-l’utile, ma per una giusta convin-zione delle qualità singolari delnobilissimo suo carattere, per esti-mazione fondata delle sue cogni-zioni nelle diverse parti dello sci-bile umano, e pel suo buon gustoin letteratura, e per lo zelo nel dif-fondere i buoni studi in ogni ma-niera di discipline. Quando caddeil governo italiano, la suprema ra-gione che preso avea il reggimentodello stato, volendo onorare la fe-de, la integrità e le altre qualitàeminenti dal consenso universalein esso lui estimate, lo conferminelle alte sue funzioni. Allorchécessarono le sue incombenze nellanuova sistemazione del governo,il pubblico suffragio lo accompa-gnò nel privato suo ritiro.

Egli per molti anni dopo visseuna vita tranquilla in Milano in-sino al i. di ottobre i 83 o, in cuicon rammarico universale cessò divivere (t).

Giuseppe M. Bozoli.

I 2 ) Il cav. Compagnoni scrisse deiFatti di Giuseppe Luosi ; al quale pro-posito così si esprime Tullio Dandolonella lettera da lui premessa alla Vitaletteraria del Compagnoni scritta dalui medesimo, Milano, i834 : « i possen-j? li a’ quali erasi infranto sotto Io sga-si bello che sublimi facevali, sicché trass il volgo temettero di trovarsi confu-si si, se per qualità di mente e di cuo-ss re furono spettabili, Compagnoni eb-ss bersi benivogliente , devoto siccomess a’dì tramontati. A te me ne appel-li lo , virtuoso Luosi, che dal seggioss della suprema magistratura dell’ ita-si lico regno a sì modesta condizioness scendesti, elle se non era l’uuivorsal

BORSA (Matteo), moralista epoeta, nacque in Mantova l’annol'jot da civile ed agiata famiglia .Dopo eh’ ebbe avuto i primi ele-menti degli studi nella casa pater-na, fu mandato a Verona nel col-legio de’Gesuiti, indi alla età di4 anni a quello di Reggio, perchévi compiesse il corso di filosofia .Di là passò a Bologna per Studiar-vi medicina, e quivi il suo inge-gno libero spiegò più largo volo.Non solo si distinse in quella fa-coltà, ma in altre ancora per lostudio indefesso ch’e’ fece sugli au-tori classici in ogni maniera di di-scipline. R perchè si raffermò nel-le finezze della lingua latina, edello stile italiano. Scrisse conmolta eleganza e facilità in poesia:studiò l’idioma inglese, che loportò a leggere que’ classici, don-de trasse tanto profitto , e coltivòla musica. Dopo di aver fatte al-cune gite in Toscana e in Vene-zia, tornò in patria ove il padrel’obbligò ad esercitare la medici-na, il che fu l’anno 1776. Non an-dò a molto che sposò a moglie unasua cugina, Giuseppa Bettinelli,giovine fornita di rare virtù. Peralcune circostanze domestiche eb-be ad uscire dalla casa paterna. Eranella età in cui 1’ uomo già sentele sue forze , e 1’ ingegno anela a

?? reverenza , col volgo poco men che?? confuso ti saresti veramente trovalo.?? Non mi dicevi tu in Compagnoni a-» ver rinvenuto un amico assai più cal-?? do nella bassa di quello che nell’ ai-?? ta fortuna paruto non l’era? Nè ba-?? sfavagli esserti assiduo cortigiano?? ( se nome profanalo può valere ad?? esprimere la manifestazione della più?? pura virtù ), cortigiano nella sven-?? tura ; allorché pagasti tributo eslre-?? mo alla natura , onorò tua memoria?? d’uno scritto biografico dettatogli dal?? cuore ; e fu bella e conforlevol cosa?? veder tra vegliardi, onore un tempo?? della italiana magistratura , amistà?? così pura « eoslaule aver poste ra-?? dici. ??

JSota dell Editore.