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opere domanda molta applicazio-ne , imperocché, per chiaro chesialo stile, non lo è bastantementeper certi ingegni e per quelli pre-cipuamente , cui sono stranieresiffatte materie ed analisi inusita-te. Negli argomenti più famigliariegli volse l’ingegno alle grazie,alle eleganze, a certi lampi di fra-si inaspettate ed eccitatrici di ma-raviglia insieme e di rallegramen-to. Nelle poesie ha certa originali-tà, e nelle liriche specialmente, incui batte una via non comune ,cercando forza, evidenza, novitàne’pensieri e ne’modi, e moltopiù nelle sue due visioni che lomostrano gran poeta, quando eglivolle esser tale.
La prima tragedia del Borsa fu1’Anfia, la quale porta seco l’im-pronta della gioventù e per la va-rietà del pensiero e della trattazio-ne, e pe’tentativi di scene straor-dinarie -, ma la condotta non è ab-bastanza bene ordinata. Molto piùnaturalmente è condotta 1’ altratragedia Agamennone e Clitenne-stra, il cui stile è più fermo, piùforte e più maturo.
Giuseppe M. Bozoii.
NIGRISOLI (Francesco Ma-ria) , celebre medico, nacque inFerrara l’anno i 648 da Girolamo,medico rinomato pur esso, autoredi pregiati lavori, cioè di Progjm-nasmata medica , che videro laluce, e di alcune lettere De uriniset pulsibus che rimasero inedite.(Questa famiglia è antichissima, ene viene detto trarre la sua origi-ne da un principe fuggitivo delTombuctù , capitale del regno diquesto nome in Africa, situatapresso il fiume Niger, cui saràstato allusivo il nome di Nigersol,che il principe assunse allorchévenne a ripararsi in Sicilia. Ciòaccadde verso la metà del secoloXII, e la famiglia di questo afri-cano si diramò parte in Napoli, e
parte, sul finire del secolo predet-to, in Ferrara sotto il nome di Ni-grisoli. Ebbe personaggi illustrisì in armi che in lettere ; fu pro-tetta da’principi d’Este; e dopola devoluzione dello Stato alla San-ta Sede, venne compresa nel no-vero delle 27 famiglie nobili diFerrara. In discorso di tempo essadecadde dal suo splendore, e furavvolta nella più squallida mise-ria, ond’è che venia chiamata lafamiglia de’poveri Nigrisoli. Fran-cesco Nigrisoli sortì dalla naturale più felici disposizioni per unagrande riescita. Al cominciare del-F adolescenza negli esercizii diquella età fu primo sempre di tut-ti. Il padre di lui lo destinò allamedicina, cui grandemente incli-nava il garzonetto. Lesse e studiòavidamente le opere de’medici an-tichi e moderni, e volle essereistrutto di quanto allora sapeasidelle scienze botaniche e chimi-che; il qual corredo di acquistatecognizioni gli valse non solo lalaurea in medicina in età tenera,ma eziandio la cattedra primariadi questa scienza nella universitàdi Ferrara, cui lu eletto il 1672nel vigesimo quarto anno di suaetà. Dottissimo, ed inaearnosissi-mo ne suoi scritti, felice al lettodegl’ infermi , mostrò di quantamaturità, fertilità, ed estensionedi talenti ei fosse fornito in quel-la età, in cui soglionsi lodare gliuomini per le speranze.
La fama ch’egli acquistossi nel-1’ adempiere alle funzioni di unacattedra sì importante, e nel leg-gere di medicina in casa propria,donde sortì gran numero di allie-vi di cose mediche intendeutissi-mi, il fece richiedere da moltecittà straniere , ma la carità delpatrio suolo, il trattenne in Fer-rara. Per la pratica più accurata,per lo studio indefesso sulla sto-ria della medicina , non fece maiche le vite degli uomini fossero