548
e di Banchero ; in quelli con piùardire , in questo con più elegan-za. La verità non fu mai dipintacon tanto effetto quanto nei suoiultimi quadri, e la sua feconda fan-tasia non ebbe mai bisogno di in-correre a stampe o a disegni altrui.
lioma l’educò, lo nutrì, e lotenne lontano dalle grazie dellascuola lombarda, onde conservòuna severità di stile non comune.Il ritratto fu dal suo pennellotrattato con somiglianza e bravu-ra , e fra tutti ne fa ampia fedequello dell’ eminentiss. cardinaleBoria. I due più valenti alunniToscani che Roma instrusse, Sa-batelli e Benvenuti, ammiravanoin Banchero un pittor sommo, co-me più volte si sono esternati me-co con de’ giusti ed onorevoli elo-gi ; ed era per essi un arcano in-comprensibile , come F opulentesua patria non incoraggiasse que-sto axtefice con quella mercede do-vuta al suo merito . Lontano sem-pre dalla società, non ebbe se nonche pochi che 1’ avvicinassero ; diun umore serio, non amava se nonche la solitudine , c la sua profes-sione. L’intrapreso costume di vitanon essendo adattato alle cure do-mestiche di una famiglia , lo ten-ne sempre alieno dal pensiero diprender moglie .
La via che da Porta del Popoloconduce a Ponte Molle, era la so-la che frequentava : ogni mattinainnanzi al levar del sole, F aveagià per diporto tutta trascorsa, edopo compiti in una delle chiesevicine i doveri della religione, sitrasferiva allo studio per indi sor-tirne la vegnente mattina. Fu a-moroso colla gioventù, che cerca-va di apprendere da lui i secretidell’arte, ed affabile con tutti. Al-to di persona, bianco piuttosto dicarnagione, ebbe un occhio moltovivace, e il vestire della più schiet-ta semplicità.
Fiuvro Aiessi.
A quest articolo scritto da unamico e discepolo del Banchero cipiace di soggiugnere le Osserva -zioni del eh. prof. Migliarini cheriusciranno gradite ad ogni cul-tore delle Belle Arti.
L’Artista compose la presenteVita quasi direi mosso da indegna-zione, vedendo un uomo celebredimenticato dai suoi contempora-nei: in vano si cerca il suo nomefra coloro, che cooperarono al ri-sorgimento del buono stile nellapittura, malgrado eh’ egli vi aves-se moltissima influenza; e per con-vincersene , diamo un’ occhiata alsuo tempo.
La grande opera del migliora-mento nella scuola delle belle ar-ti, era già incominciata. Due scuo-le alquanto diverse gareggiavanofra loro, e quella di Mengs si di-stingueva più per filosofici precet-ti, che per esempi; Gavino Ha-milton poi più passionatamente siapplicò all’imitazione dell’antico,ma non potè avere molti seguaci,perchè il suo stile trascorreva neilimiti della scultura, e per mag-gior disgrazia, la natura gli negò1’ organo del colore, di modo chele sue opere, più belle apparisco-no nelle stampe, che nei suoi di-pinti. Di più, il passaggio era trop-po subitaneo dall’ estrema libertàfantastica all’ austerità ; ed allon-tanavasi troppo dalle idee comuni ,onde nel suo principio non era neanche gustato.
I molti seguaci della manieradecaduta, benché consapevoli delproprio traviamento, pure involtinei troppo complicati pregiudizi,inutili, infruttuosi, o pur momen-tanei, erano gli slanci che prende-vano, per ridursi sopra strada mi-gliore. Battoni seppe distinguersie migliorò molto l’arte, ma quan-to faceva egli per sua maestria par-ticolare, non potè imitarsi dai mol-ti suoi allievi. Angelo Banche-ro dotato di fino discernimento,