conobbe la posizione de’suoi coeta-nei, e con grande industria seppepreservarsi dal comune accieca-inento. Si avvide, che allorquandoimitavano la natura col disegno,peccavano nella scelta -, se ordina-vano una composizione, introdu-cevano con troppa dose i sovrab-bondanti precetti, che lunga abi-tudine aveva sanzionati $ se dalchiaroscuro pretendevano il rilie-vo degli oggetti, complicati oppo-sti ricercavano con danno della ve-rità ; in fine, se al colorito confida-vano il dolcissimo incanto, era que-sto suscitato con tanta veemenza,che più a massa di fiori, che al va-go spettacolo che natura ci mostra,somigliava.
L’assiduo esercizio, e più le pro-fonde meditazioni, procurarono alBancliero, la mente retta nel dareimmagine al pensiero, l’occhio ca-pace di giudicare giustamente, diquanto l’esecuzione corrispondes-se all’idea, ed una mano docile epronta nell’ eseguire ; e ciò chepiù sorprende, la sua bravura al-lontanata da quella intemperantefacilità di pennello, che fu la piùtenace catena d’impedimento. Contali prerogative si distinse, e .tra-sportossi in un’ epoca più felicedell’ arte, approssimandosi ai bra-vi esecutori della scuola Caracci, ecomponendo colla severità dei piùantichi.
Rafaello Mengs, benché di va-sti talenti, ricco di mezzi e d’ oc-casioni, e di più lungo esercizio,nulladimeno giudice severo di sèstesso, solea ripetere : che malgra-do tutti gli sforzi ch’egli avessefatto, per divenire grande nell’ar-te sua, sarebbe stato sempre unpittore del secolo decimo ottavo .Perchè la sua mano troppo inve-terata nelle abitudini del tempo,ricusava di obbedire ai dettami delgiudizio perfezionato : egli dun-que ha più cooperato per mezzodelle sue lezioni, e coi suoi scrit-
ti, al sopraccitato risorgimento, checolle sue opere ; ed il Bancherocol suo esempio, ha mostrato ilmiglior cammino a chi volea se-guirlo.
La scuola di David prese la suaorigine da Hamilton , e fu assaiperfezionata , ma produsse quellache dicesi maniera francese, chenon tutti i Francesi adottarono .L’Appiani ed il Laudi si formaro-no uno stile proprio, il primo de-dicandosi all’effetto nel grande, ilsecondo seguendo la grazia e piùil colorito del Correggio, ed avvi-cinandoglisi, per quanto sapesse .Molti altri profittarono in varieguise degli avanzamenti ottenutinell’ arte, fino che giunsero Saba-telli, Camuccini, e Benvenuti, leopere dei quali sono a tutti note,ed è noto pur anche, quale nobilegara sorse fra loro, e come da que-sta nacque , il perfezionamentodella scuola moderna pittorica ita-liana.
CANALE ( Antonio detto il.Canaletto ), nacque in Venezianell’anno 1697 e nell’adolescenzas’ allogò presso Luca Carlevarisudinese detto di Cd Zenobio per1’ ospizio che ottenne dai signoriconti Zenobio patrizi veneti. Que-sti era valente pittore di prospet-tive ed il primo maestro fu tra noidi quella maniera di pittura dellaquale il suo discepolo Canalettotoccò l’eccellenza. Il Carlevaris ri-trasse dal vero ed inventò prospet-tive togliendone il soggetto nongià dalle infinite bellezze dellequali la natura fu larga alla nostrapenisola , ma dalle moli illustriche la mente ardimentosa e la for-te mano de’ maggiori nostri edi-ficarono quando la potenza e itraffichi e le ricchezze fecero lecittà italiane cosi grandi e dovi-ziose che sebbene divise 1’ unadall’ altra parteggiassero sotto di-versi vessilli pure spesso valsero