Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
352
JPEG-Download
 

5^2

PRATO ( Anselmo ), figlio diFilippo, e di Angiola Bianconi dicomoda e civile famiglia nacquein Romagnano il primo di feb-braio i y 83. Essendosi sempre di-stinto fra i suoi compagni neglistudi, e colla morale sua condotta ebbe 1’ onore d’ essere nomina-to alunno del nobile collegio Cac-cia, allora stabilito in Pavia, ovepercorse la scolastica carriera, enel i8o5 vi fu proclamato a pienivoti con lode dottore in medicina.Le muse concorsero a celebrarele Iodi del candidato, ed onorificiattestati ottenne il giovine medi-co sia per 1’ esemplare sua condot-ta, che per 1’ assiduità degli studidal celebre criminalista professorNani, reggente magnifico in allo-ra di quella r. università, e delchiarissimo G. C. professor Prinarettore del suddetto collegio cd inseguito suo fido amico. Che anzinel quadro annuale degli studentiche 1’ università spediva a Milanoa quella direzione di pubblica i-struzione trovasi l’Anseimo Pra-to nel novero degli alunni più di-stinti.

Stabilita la sua sede in Mila-no, si mise a studiare con ardo-re le opere classiche riguardan-ti la scienza che intendeva profes-sare , frequentando contempora-neamente gli spedali di quella cit-tà e procurandosi 1’ amicizia depiù insigni maestri, per cui po-chi mesi dopo d’aver conseguito1’ accademico alloro , venne auto-rizzato dall’ ufficio centrale medi-co della predetta università al li-bero esercizio dell’ arte .

Ben lungi però il Prato dal cre-dersi abbastanza dotto, e di sde-gnare l’istruzione che poteva pro-cacciarsi coll’ assistere continua-niente alla visita degli altri medi-ci negli spedali, come pur troppod’ ordinario si pratica, mai trala-sciò tal costume , ed allora quan-do beu anche per medico di non

poca rinomanza era conosciuto,ben di buon grado si univa ai gio-vani che la loro pratica andava-no colà facendo, ed io stesso glifui più volte compagno. Tale as-siduità e zelo d’ istruzione nonrimase però senza ricompensa ,perchè 1’ amministrazione di quelgrande spedale il nominò medicosoprannumerario dell’ Orfanotro-fio di san Pietro in Gessate,quindimedico astante, poscia medico as-sistente nello stesso spedale, e fi-nalmente dal commissario di guer-ra medico ordinario presso lo spe-dale militare succursale stabilitonel predetto spedale civico.

Disinteressamento, zelo, atti-vità, pazienza e non ordinarie co-gnizioni frutto del lungo studioerano le doti di cui trovavasi for-nito il dottor Prato, e che sempredimostrò nella cura degl’ infermia lui affidati per cui grandi lodigli vennero compartite , e quelministro della guerra gli fece sen-tire per mezzo del direttor Suar-di la sua soddisfazione pegli ottimirisultamenti degli ammalati mi-litari, e distintamente dei tisici.

Ma la fama di questo gran me-dico, non era fin qui ristretta, chealla sola città di Milano. Le sueopere furono quelle che il feceroconoscere a tutta Italia. La modaandava esercitando il suo imperoanche nella medicina con grandediscapito della umanità. Il sangueveniva a profusione cavato agl’ in-fermi, i veleni i più potenti veni-vano ad alte dosi amministrati.Contro il primo abuso incominciòad alzar sua voce il Prato, e le sueosservazioni sopra 1’ uso del salas-so (ì) menarono grande rumorespecialmente in Milano. Egli sen-za spirito di partito cerca di di-mostrare l’abuso che se ne faceva,

( 1 1 Osservaz. sull uso del salasso diAnseimo Prato medico astante nello,spedale maggiore di Milano. Milano»tipografia Pirolta, itila.