Band 
[Volume primo e volume secondo.]
Seite
360
JPEG-Download
 

3 Go

non gl’impedirà d’inviare ancheMemorie all’accademia di Torino,superba di essere stata il teatrodei svioi primi successi, ed a quel-la di Parigi, che fin dal 1772 siera fatta sollecita di crearlo unode’ suoi otto soci stranieri. Sicco-me dissero due dotti anonimi :« Non ci voleva meno che una sì« grand’estensione d’ingegno ed« una fecondità sì prodigiosa per55 succedere ad un uomo come Eu-J) lero • ma fu d’ uopo altresì con-venire che Eulero aveva un de-5> gno successore «. — II re avevabene accolto Lagrange, e parevache lo preferisse ad Eulero, cuitrovava forse un po’ troppo devo-to. Il personaggio del nuovo venu-to non era meno difficile da soste-nere. Presso una corte in cui siprofessavano opinioni independen-ti ed ardite, ed in una città in cuiognuno però si faceva lecito di a-verne di diverse, gl’importava,per conservare la pace necessariaai suoi studi, di fuggire diligente-mente tale genere di discussioni .Aveva tanto spirito da non igno-rare come intolleranza havvi intutti i partiti, e come a chi è unavolta entrato nell’aringo non è piùin arbitrio di fermarsi a piacere:imitò pertanto il saggio ritegno diFontenelle ; e « filosofo senza cla-55 more, n come lo chiamò prestoFederico, gli riuscì di non contra-riare mai a nessuno. Ebbe ancorad’uopo di molta prudenza per cat-tivarsi la gente del paese natural-mente gelosa degli stranieri cheandavano a sostenervi impieghi ;ma nulla chiedendo, rinserrando-si nello studio delle matematiche,imparando la lingua nazionale ,obbligò in breve i Tedeschi ad ac-cordargli la loro stima. Si affer-ma anzi che per deferenza all’usode’ suoi confratelli deliberasse dicondur moglie. A tal effetto si fe-ce inviare da Torino una sua pa-rente cho gli parve la più conve-

niente per tale filosofica unione.Sventuratamente la calma ne futurbata da una lunga e dolorosamalattia, alla quale essa soggiacquein capo ad alcuni anni, malgradole assidue cure di suo marito, cheobbliava la geometria per occu-parsi solo dei doveri affettuosi diuno sposo, e si affaticava di conti-nuo ad inventare nuovi mezzi disollevarla. Tale perdita inspirò al-cun disgusto a Lagrange pel sog-giorno di Berlino ; e tale disgustos’accrebbe in seguito per la mortedi Federico, che addusse rilevantimutamenti in Prussia , e ne fecetemere di maggiori ancora. I dot-ti non vi godevano più della stes-sa considerazione: si seppe, si eb-be la speranza di approfittarne;ed i ministri delle corti di Napo-li, di Sardegna e di Toscana furo-no solleciti a gara di esibire a La-grange le condizioni più vantag-giose se voleva passare negli statidei loro sovrani. Il famoso Mira-beau si trovava allora a Berlino ;gli era riuscito di penetrare nellasocietà intima di questo grandegeometra, e l* aveva veduto 1’ og-getto del più tenero rispetto perparte dello scarso numero d’uo-mini che potevano apprezzarlo .Adescato dai vantaggi che riuscitisarebbero, per 1’ onore dell’ acca-demia di Parigi, dal possedere uns'i raro ingegno, scoperse senza fa-tica la segreta tendenza che La-grange aveva sempre avuto per laFrancia, e venne a capo da prin-cipio di sospendere le sue delibe-razioni sulle proferte che gli era-no fatte. In breve, ad istanza diMirabeau, 1 ’ ambasciatore france-se indirizzò a de Vergennes laproposta di attirare Lagrange aParigi ; ma tale negoziato prese,a quanto sembra, un’ altra piega .De Breteuil aveva il ramo delleaccademie nel suo dipartimento,e 1’ abate Marie presentò ad essola proposizione cui il ministro