fece in seguito approvare da LuigiXVI. Si proferiva a Lagrange unapensione di 6000 frauchi, alloggionel Louvre, ed il titolo di Pensio-narlo veterano nell’ accademia ,per dargli diritto di voto in tuttele deliberazioni. Egli accettò conpremura ; ma il successore di Fe-derico, quantunque mediocremen-te s’interessasse per le scienze, fe-ce da prima alcune difficoltà dilasciar partire un dotto chiamatodal suo predecessore e eh’ egli o-norava di una stima particolare.Per altro, dopo alcune pratiche,non sì oppose più a tale partenza,sotto condizione che mandasse an-cora Memorie all’ accademia diBerlino , condizione che vennefedelmente adempiuta. - Nel 1787Lagrange si trasferì a Parigi, do-ve i suoi nuovi confratelli si mo-strarono fortunati e gloriosi di pos-sederlo. La stessa regina, a cui erastato raccomandato da Vienna, eche lo considerava come un cotalpoco tedesco, l’accolse con benevo-lenza. Ma quale fosse la soddisfa-zione di cui doveva godere e di cuieffettivamente godeva , era diffi-cile allora giudicarne. Apparvelungo tempo distratto e malinco-nico. Sovente, in una compagniache doveva essere conforme al suogusto, in mezzo ai dotti cui eravenuto a cercare sì da lontano, tragli uomini più ragguardevoli ditutti i paesi che si radunavano o-gni settimana in casa dell’illustreLavoisier , vedovasi pensoso , inpiedi presso una finestra dove nul-la per altro fermava i suoi sguar-di ; ivi restava straniero a quantosi diceva intorno a lui (1). Con-fessava egli stesso che aveva per-duto F amore alle ricerche mate-matiche, e che non provava piùl’entusiasmo che si raccese piùtardi con tanta vivacità. D’ Alena-li) Elogio di Lagrange, per Delam-bre.
bert era già passato, dicono, persimili alternative; strana cosa, chetale passione spegnere e raccen-dere si possa ! I suoi effetti sareb-bero forse simili a quelli delle pas-sioni volgari ; e godimenti intel-lettuali troppo vivi, avrebbero for-se anch’ essi il potere di snervaregli spiriti più vigorosi? — Se nevide a quell’ epoca un effetto sin-golare. Fino allora, nessun’operaspeciale uscita era della penna diLagrange, ove si eccettuino \e Ad-dizioni considerabili sull’ analisiindeterminata, di cui nel 1 774. ave-va arricchito la traduzione france-se dell’ Algebra di Eulero . Men-tre per altro si poteva crederlo as-sorto dai numerosi lavori i qualicomparvero durante il suo soggior-no a Berlino, vi aveva preparatonel silenzio la magnifica opera chedoveva porre il suggello alla suafama. La Meccanica analitica , lasublime opera dell’ingegno, incui, per una felice combinazionedel principio di d’ Alembert e diquello delle velocità virtuali , iprogressi della meccanica raziona-le ridotti sono a dipendere soltan-to da quelli del calcolo, era termi-nata fino dal 1786; essa fu alloraaffidata dal suo autore a Duchate-let, il quale si assunse di recare aParigi tale prezioso manoscritto .L’ abate Marie, degno amico diLagrange , penò lungamente , sipuò mai crederlo in oggi? a trova-re un libraio che assumere ne vo-lesse la stampa ; ma alla fine nevenne a capo, sulla sua promessaformale di prendere per proprioconto il rimanente dell’edizione,se in un dato tempo non fosse in-teramente smaltita. Non è peròtanto da stupire della ripugnanzadel libraio : la sua timidezza eraoriginata dalla sublimità dell’ ope-ra; e senza i giorni procellosi egloriosi, in cui le scuole normalee politecnica resero popolari trai Francesi le cognizioni d’ un