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ordine superiore, forse tale immor-tale produzione avrebbe avuto po-chi lettori, A tale primo vantag-» gio, dice 1’ autore dell’ elogio» preaccenato, Marie ne aggiunse» un altro a cui Lagrange fu al-» meno grato del pari. Gli procu-55 rò un editore degno di presie-3 > dere alla stampa di tale opera.55 Legendre si dedicò interamente55 a tale faticosa revisione, e se ne» trovò pagato dal sentimento di55 venerazione di cui era penetra-55 to per l’autore, e dai ringrazia-5> menti che n’ ebbe in una lette-55 ra da me veduta, e che Lagran-5 ) ge aveva ripiena delle espres-55 sioni della sua stima e della sua55 riconoscenza . 55 11 libro com-parve nel 1788, nel tempo in cuiil grande geometra provava talebizzarra indifferenza per la scien-za che aveva fatto la sua gloria -, edisgustato come si diceva di talgenere di combinazioni, tenne ilvolume due anni senz'aprirlo!..—-Ma quella mente pensante non po-teva che mutare l’oggetto dellesue meditazioni. La storia dellelleligioni , la teoria della Musicaantica , quella delle Lingue, la Me-dicina stessa avevano avuta partede’ suoi ozi. Attorniato da scien-ziati i quali, nella riforma filosofi-ca della lingua della chimica, alleteorie oscure, incoerenti e talvol-ta assurde cui pure si voleva chia-mare col nome di scienza, face-vano succedere una luce e la teo-ria più speciosa ; egli conoscitordivenne delle loro scoperte, lequali in fatti per lo innanzi iso-late e talvolta inesplicabili, reca-vano il legame che hanno tra sèle teorie analitiche, ciò che glitrasse di bocca questo detto sì giu-sto e si spesso citato : La chimicaè facile adesso ; s'impara come1 ' algebra : paragone tanto più in-gegnoso, quanto che applicato adue scienze assai diverse ed amen-due di grande difficoltà quando si
voglia internarvlsi a fondo, nonle fa simili che in quanto hannocomune tra sò una lingua ben fatta ed un progredire eminente-mente metodico, che ne rendonol’accesso facile a tutte le mentidotate d’alcuna aggiustatezza ecapaci di attenzione . In mezzo atali occupazioni variate, la rivo-luzione lo sorprese . Tale vastacommozione destò vivamente lasua curiosità sempre attiva ; maquantunque amasse la libertà, nonrappresentò mai niun personaggioin quel terribile dramma : il suonaturale dolce e tranquillo lo te-neva lontano dai moti tumultuosi,del pari che il suo scetticismo or-dinario lo teneva in diffidenza so-pra parecchi de’ vantaggi di cuil'umanità, secondo tanti buoniintelletti, doveva immediatamen-te incominciare a godere . freseper altro una parte attiva in unadelle più felici innovazioni cui se-co trasse quell’epoca famosa, l’isti-tuzione d’un sistema metrico dicui le basi erano prese nella natu-ra ; e si fece osservare nella giun-ta speciale che era composta degliaccademici più illustri, pel suo ar-dore a provocare , pei particolaridi tale grande e bel disegno, l’ap-plicazione del sistema decimale intutta la sua purità. Altronde, malgrado il generale sconvolgimento,la considerazione a suo riguardorimase la stessa. Nel 1791, sullaproposta del suo confratello Dusé-jour, l’assemblea nazionale confer-mò la sua pensione di tìooo fran-chi, nei termini più onore voli ; inseguito, per compensare lo scadi-mento di prezzo della carta mo-neta, non si trascurò di crearlo daprincipio membro d’ un uffizio diconsulta incaricato di ricompensa-re le invenzioni riconosciute uti-li; poscia , (1) uno dei tre ammi-nistratori della zecca. Cicerone era
(1,’ In marzo 1792-