Band 
[Volume primo e volume secondo.]
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364
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Teoria delle funzioni , e pili tardi,nelle sue importanti Lezioni sullostesso argomento; e se la notazio-ne di Leibnitzio, non meno sem-plice che comoda, ha conservato lapreferenza sull’algoritmo usato inquelle due famose opere, l'autoredi esse avrà però sempre il meritodi avere piantato sopra principiichiari ed inconcussi la dottrina delcalcolo differenziale ed integrale,di cui le idee d’infinitamentepic-coli, di flussioni o di limiti, oscu-ravano più o meno l’accesso. I cul-tori della geometria non potevanotrovare miglior campo che le le-zioni in cui tali nuove teorie era-no sviluppate da Lagrange, e sicreavano per dir cosi sotto i loroocchi. Bisognava esservi presenteper farsi un’idea dell’ entusiasmodi quella gioventù , cui spronavacaldo desio d’istruirsi onde megliogiovare il proprio paese ; per ve-dere valenti professori, che rende-vano oma<Tg;io ad una mente sigrande, frammettersi agli allievionde più presto rischiararsi dellasua luce e cogliere in alcuna guisasul fatto il sublime ingegno del-l’invenzione ; e per giudicare delreligioso silenzio di tale numero-so uditorio, quando un’interruzio-ne improvvisa indicava nell’illu-stre geometra una delle profondedistrazioni che un’idea inopinatatalvolta gli cagionava! In quei tem-pi di risorgimen to dell’ ordine edella sicurezza, ed in cui era d’uo-po ricostruire ogni cosa, poichénulla era rimasto in piedi, vennecreato Fistituto nazionale; ed ilnome di Lagrange fu il primoscritto sulla lista de’ suoi membri.Pochi anni dopo, un’utile imita-zione d’ un paese vicino fece chein Francia fosse istituito un uffi-cio delle longitudini, e Lagrangevi fu pure il primo nominato. Ta-li onori non erano sterili; riani-mavano il suo ardore come se aves-se avuto bisogno di provare quan-

to erano legittimi, e di mostrare?al mondo dotto i suoi diritti ad ot-tenerli. Ristampando allora le sueMemorie sulle equazioni numeri-che, vi aggiunse, col modesto ti-tolo di Note, un ristretto ammira-bile delle teorie più profonde sul-la loro risoluzione. Yi si osserva-rono soprattutto le dotte analisi ditutti i metodi che avevano prece-duti i suoi; analisi, che faranno ladisperazione di chi vorrà un gior-no scrivere la storia della scienza,e eh’ egli solo ha potuto uguaglia-re in alcuni altri luoghi delle sueopere . Il governo, lusingato dallustro che tali lavori recavano allaFrancia e di cui gli pareva che ri-flettesse sulla sua amministrazio-ne, volle dare a Lagrange una pro-va particolare di stima. Il Piemon-te era andato soggetto ad una ri-voluzione che lo poneva adatto sot-to l’influenza francese. Era il pae-se natio di Lagrange : e suo pa-dre, in età di 90 anni, viveva an-cora in Torino. Il ministro dellerelazioni estere (1) scrisse a d’Ey-mar, commissario civile del diret-torio esecutivo in Piemonte . « Vi55 recherete, gli diceva , dal vene-« l’abile padre delfillustre Lagran-55 ge, e gli direte che negli avve-55 nimenti dianzi successi i primi» sguardi del governo francese si55 sono volti verso di lui, e che vi» ha commesso di addurgli la testi-5) monianza del vivo interessamen-55 to che gl’inspira, ec.» Il commis-sario del direttorio rispose che ap-pena ricevuta tale lettera, si eratrasferito alla casa del padre di La-grange , seguito dai generali del-ì’ esercito e da vari cittadini rag-guardevoli delle due nazioni. Ivi,dopo d’avergli letto il dispaccioofficiale, ci Avventurato padre ! a-55 veva soggiunto, godete della ri-55 conoscenza di tutti gli amici5 ) della verità ; io sono in questo

(1) De Talleyrand.