n momento il loro interprete. Go-» dete della fortuna d’avere gene-j) rato un uomo che onora la speciej> umana col suo ingegno sublime,» che il Piemonte va orgoglioso dij> aver veduto nascere, e che la;> Francia è gloriosa di annovera-33 re tra i suoi cittadini. 33 Eccolarisposta del rispettabile vecchio ;ti Questo è il più felice giorno del-7 ) la mia vita, disse a d’ Eymar, e13 lo debbo a mio figlio . Testifica-71 te al governo francese tutta la»3 mia riconoscenza. E mio figlio!>3 sono 32 anni che non l’ho ve-i3 duto...! ( 1 ) . 35 Egli non dovevapiù rivederlo, comunque tale pa-terna esclamazione provi quantol’avrebbe desiderato ; e tale senti-mento si vivo che gli conservava,trasparve un giorno misto d’ unatenera inquietudine. Allorché gliispettori della pubblica istruzionevisitarono il Piemonte alcuni an-ni dopo, uno di essi, membro del-l’istituto, andò a vedere il venera-bile vecchio che mostrava in sì tar-di anni pressoché tutta la vivacitàdella giovinezza, e trovava ancorapiacere tenendo musicali adunan-ze in sua casa ; e siccome gli par-lava della grande celebrità di suofiglio; Sì, disse l’eccellente padre,mio Jìglio è grande al cospetto de-gli uomini ; possa altresì esseregrande in faccia a Dio\ voto com-movente, e che non ha bisogno dicomento. Egli mori da Ha poco inetà di 96 anni, e tale perdita fuvivamente sentita da Lagrange.—Ma, in tale tempo, ben altri ono-ri gli erano tributati. Membro delsenato, e grande ufficiale della le-gion d’ onore, come fu in seguitoconte dell’impero e grancroce del-l’ordine della riunione, la sua sor-te provava all’ Eu ropa quanto ilgoverno sapeva onorare un som-mo ingegno. Quegli che afferrato
(1) Memorie dei 6 e 24 nevoso, an-no VII.
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ne aveva il freno con quella validamano che per sì lungo tempo ten-ne soffocate le fazioni , mostrò dibuon’ ora il suo rispetto per talegrande intelletto sì alieno dal rag-giro, sì poco capace di adulazione.Vincitore dell’ Italia, le porte del-l’istituto si erano aperte per lui:presso a Lagrange andata ad assi-dersi nelle sessioni di quella dottasocietà (i) . Console, lo trattò inugual forma ; e più tardi, qualun-que si fosse la sua altezza, non ces-sò mai di testimoniare tutta la con-siderazione che gl’ inspirava quelmisto sì felice di ritegno e di di-gnità naturale, di facoltà eminen-ti e di schietta semplicità. Lagran-ge non aveva ricercato nè tali di-stinzioni politiche, nè tale fortu-na; esse non turbarono la calmaabituale del suo vivere, e gl’ in-spirarono solo una sincera ricono-scenza verso chi pareva averlo sìbene apprezzato. Nelle relazionieh’ ebbe con lui, riparve quellostesso che stato era alla corte diFederico, di cui, per quanto ave-va potuto, schivato aveva 1’ onore-vole famigliarità, senza però in-volarvisi sempre ; ma altresì, sic-come diceva in seguito, aveva ve-duto da vicino uìl re. La sua nuo-va situazione non lo involò pertanto alle scienze; nè si tardò ariconoscere che 1’ età non aveva
(1) Verso la stessa epoca, e sul fini-re d’ un pranzo che un membro dei di-rettorio aveva dato in casa sua, ed alquale intervennero i più degli uominidella Francia allora in maggiore consi-derazione , fu veduto il giovane guer-riero , sollecito a colpire 1 ’attenzionepubblica nelle più picciole cose, e cheaveva letto di fresco in Italia l’inge-gnosa opera di Mascheroni sulla Geo-metria del compasso , allora sconosciu-ta a Parigi, divertirsi ad imbarazzarepel momento l’illustre geometra con al-cuni de’ quesiti singolari contenuti intale libro, di cui la sua fresca erudizio-ne gli ricordava lo soluzioni non menosagaci che nuove. •
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