» che ad una grande e rara e^-»> perienza, vi poneva tutta la suaatten zione ( i ) ». A gli 8 d aprileancora 1’ amicizia gli condusse isuoi colleghi de Lacépède, Mongee Chaptal ; ed in una lunga con-versazione (di cui le particolaritàfurono raccolte ), si mostrò pienodi memoria e di presenza d’ ani-mo ; dando informazioni curioseintorno al suo stato attuale, ai suoilavori, ai suoi successi, alla sua vi-ta ; e non mostrando altro cordo-glio, se doveva succumbere al suomale , che quello di separarsi dasua moglie di cui le cure non me-no tenere che dilicate non si era-no rallentate un momento . Talifurono i suoi estremi istanti ; nontardò a perdere affatto le forze, etale profondo abbattimento duròfino alla sua morte, avvenutasiio d’aprile i8i3. Tre giorni do-po, le sue spoglie furono, a più diun titolo , deposte nel Panteon jed ivi due illustri amici (a) lorodissero un eloquente e tenero ad-dio. — La storia dei lavori d’ ungrande geometra è soltanto pro-pria, non v’ba dubbio, delle so-cietà dotte, e sarebbe inopportunain un’opera come questa : fermia-moci nondimeno un poco sui mo-numenti più notabili che atteste-ranno ai posteri il sommo inge-gno di Lagrange, e che eterneran-no il suo nome. Fin dall’auroradella sua vita, l’abbiamo vedutoincominciare con le scoperte piùluminose: la teoria del suono, sidilicata e sì poco conosciuta fi-no allora, ed il metodo delle va-riazioni sì astratto che non fu sem-pre ben inteso, sì utile che la per-fezione della meccanica razionale,bellissimo resultamento del com-plesso de’suoi lavori, è fondato for-se sopra tale grande invenzione .
(il Elogio di Lagrange, per Delam-bre.
(a) De Lacépède e de Laplace.
Entrato nella lizza, vi sostenne l’o-nore dei suoi primi passi. I meto-di d’approssimazione, indispensa-bili per la conoscenza a priori deimovimenti celesti, erano soggettinell’ uso che se ne faceva a diffi-coltà non abbastanza valutate : e-gli seppe risolverli dopo che gliebbe resi appieno manifesti , escoprire poscia un metodo più per-fetto. Le ineguaglianze dei satel-liti di Giove erano conosciute sol-tanto per mezzi empirici: un que-sito si vasto aveva sgomentato igeometri ; egli ne diede la primateoria materr atica. Il calcolo delleperturbazioni delle comete dove-va essere accomodato all’ enormediversità delle loro distanze dalsole e dai pianeti grossi -, egli im-maginò metodi variati, convenien-temente appropriati alle principa-li situazioni di tali astri nel lorocorso . Trovò altresì i mezzi piùeleganti e più sicuri di ottenere ìmovimenti dei modi e delle incli-nazioni delle orbite planetarie, edè pure a lui dovuta l’introduzio-ne nella meccanica celeste dellafunzione, che sotto il nome diperturbatrice, riduce l’analisi re-lativa ad un numero qualunquedi corpi, ad una forma tanto sem-plice quanto se considerato ne venisse un solo. Tali furono, nellostudio del sistema del mondo, al-cuni dei principali frutti de’suoiconati. Ma non sono i soli. Le leg-gi delle oscillazioni sì complicateche producono la librazione del-la luna, da princìpio oggetto -Wel-le ricerche di d’ Alembert, e del-le sue in progresso, originaronotra essi, due volte, una lotta di ta-lento notabilissima. Lagrange nel-la sua seconda memoria, eh’ è for-se il suo capolavoro fece l’analisipiù compiuta di tali movimenti.l’oco dopo, la teoria della variazio-ne degli elementi di cui gli scrittidi Eulero scoprono appena un de-bole germe, ebbe da lui tutta