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[Volume primo e volume secondo.]
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mangiava carnami, dicendo quellinon essere il cibo naturale del-F uomo , ma frutta , erbaggi , elegumi . Era tenuto in sommariputazione dai Livornesi , chespontaneamente gli diedero la cit-tadinanza ; e le molte sue quali-tà rendeanlo accetto e desideratodai grandi. Il Granduca con motaproprio lo creò protospeziale dellaToscana, ed il principe Ferdinan-do allorché fermavasi a Livorno,s’intratteneva ogni giorno a gode-re l’amabile ed istruttiva compa-gnia del filosofo ; fermo nel pen-siero che la Maestà acquistasse ,e non perdesse lustro e rispettoin tali amicizie ( Sorla , elogio diGiacinto Cestoni ).

Cestoni passò da questa vita il2g gennaio 1718$ e la sua mortefu annunciata dal sommo Vallis-nieri con le seguenti parole : S' al-tra perdita quest ’ anno non si fos-se fatta che quella dell ’ insignespeziale Giacinto Costoni, questasola bastante sarebbe a renderlofunesto a tutta la repubblica let-teraria ( Gior. de' letterati tom.xxx. pag. 527 ).

Furono celebrate al Cestonisplendido esequie, e 6ul sepolcrogli fu scolpita questa iscrizione :

Hy adulilo . CestonoCivi . liburnensiOptimo ■ et . benemerentiMedico . et . philosopho

Corporis ■ integritateEt . magis . animi , praestantissimoHfaturalis . philosophiaeFalsilate . feliciter . sublataCultori . et amplificatori . inclytoConsanguìnei . Honoris . caussa . PObiit . anno . sai. M.DCC.XVIII.

Aetat. suae . LXXX.

Lo stesso.

CASSOU ( Francesco ), na-cque in Reggio di nobile ed agia-ta famiglia ai ig di settembre del-l’anno 17^9, od ebbe a genitori ilconte Antonio Cassoli, elacontes-

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sa Catterina Pegolotti. Venne dafanciullo educato nel patrio col-legio diretto in allora dal sacer-dote Giovanni Denti, uomo chealla integrità della vita accoppiavanon mediocre dottrina} ove, fattotesoro d’ogni buono ammaestra-mento, diedesi a percorrere conlode la carriera degli 6tudi, nonesclusi quelli della giurispruden-za. Fino da più teneri anni mani-festò egli un ingegno svegliato,ed una fervida immaginazione,dettando versi, che venivano ac-colti dagli amatori di poesia conapplausi e con segni di non pic-cola ammirazione. Ma per volgerdi tempo non allettato il conte dasete di guadagno, nò dalle lusin-ghe dell’ ambizione , che spessefiate sogliono traviare le menti de’più teneri giovinetti, dato un ad-dio ai più severi studi, rivolse in-teramente 1’ animo alle amene let-tere, assecondando in cotal modogl’ impulsi della natura} ed ascrit-to dipoi nell’ accademia conosciutasotto il nome degli Ipocondriaci,trovò in quella nuovo campo a farmostra delle forze del suo inge-gno, che a comune consentimen-to gl’ impromettevano una glorianon peritura. Nella sola età d’ an-ni 17 pubblicò per primo saggiode’ suoi eletti studi — U Iride —•poemetto in versi sciolti, indiriz-zato ad Agostino Paradisi per lau-rea in leggi di Sigismondo Suza-ri (1), il quale sebbene non possadirsi ottima cosa, nondimanco nonva sfornito di una certa cultura distile, e di solidi pensamenti, dalche addimostrasi chiaramente, chea’ giorni del Cassoli iva già decli-nando il gusto per le inezie cano-re, e la scuola da quell’ acre spiri-to del Baretti a buon diritto chia-mata delle arcadiche pastorelle -rie . In seguito non intralasciava

(1) In Reggio 1766 nella ducale stam-peria di Giuseppe Davolio.