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[Volume primo e volume secondo.]
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arricchirsi d’ogni più bella ed utilecognizione. Perciò,non appena eb-be lasciate le scuole pavesi, delibe-rò d’intraprendere un lungo viag-gio scientifico nella Germania,mossovi in parte dai suggerimen-ti di Frank. Lasciò infatti 1 ’ Italianel 1792, percorse da prima il Ti-rolo, la Carinzia e la Stiria, stu-diò attentamente la struma e ilcretinismo, malattie endemiche diquelle montuose contrade, posciarecossi a Vienna, ove rimase finoal 179^. Colà pubblicò le sue os-servazioni intorno alla natura, al-le cause ed al più convenevoletrattamento di quelle malattie, edattese con incredibile fervore aperfezionarsi nella medicina pra-tica e teorica: se non che fattosiindi a poco amico e famigliare diJacquin, di Creutzer, di Fichtele di parecchi altri celebri natura-listi , yi contrasse anche per lescienze naturali un amore profon-do, che andò poi sempre crescen-do, nè si estinse che colla vita dilui.

Il primo studio che associò aquello della medicina fu la mine-ralogia. Benché si trovasse in talecittà che poteva offerirgli ognigiorno raccolte insigni tanto pub-bliche quanto private da consul-tare , egli amò in Vienna stessaprocacciarsene una propria , pic-cola si ma sufficiente pel bisognodi una prima e fondamentale istru-zione . Siccome poi le passioniscientifiche non erano in Gautie-ri nè fugaci nè fiacche, cosi laandò in breve tempo aumentandoper modo, che al suo ritorno inItalia potè ben contarsi fra le piùnumerose e magnifiche che uomprivato avesse mai saputo aduna-re. Ma non furono nè piccoli nècomuni i mezzi, con cui vi si ado-però. Ottenuto dall’I. R. CameraAulica viennese uno speciale man-dato, percorse e riconobbe tutte leminiere, le fonderie e le zecche

dell’Ungheria, del Banato, dellaGalizia, della Transilvania, dellaBoemia : soggiornò alcun tempo aFreyberg nella celebre scuola diWerner, ove tenne ben anche,non so se a titolo d’ onore o di ef-fettività, il posto di segretario del-le miniere: visitò più tardi, cioèverso il 1799, il restante della Sas-sonia, la Prussia e 1 ’ Olsazia, dadove passando per la Westfalia ela Franconia si condusse nell’Absazia, nella Svevia e per ultimonella Svizzera. Nè in que’lunghie diversi viaggi la medicina eradel tutto posposta alla mineralo-gia ; giacché se egli recavasi inogni celebrata località mineralo-gica, ne studiava la natura e neraccoglieva con ogni diligenza ipiù interessanti prodotti, visitavadel pari e con eguale premura glispedali, gl’istituti medici e tuttigli uomini che avevano rinoman-za in quell’ arte nobilissima . 11suo desiderio di perfezionarvisiera perfino, nella comune manie-ra di sentire, intemperante, e fu-ronvi parecchie occasioni, in cuinon dubitò per esso di porre adaperto rischio la vita.

Una malattia epidemico-conta-giosa, o pestilenziale, erasi nel di-cembre del 1795 sviluppata nelComitato Sirmiense della Schia-vonia, e a poco a poco dilatando-si minacciava d’ infezione la re-stante Ungheria. La Camera Àu-lica di Vienna, all’ annunzio di sìgrave calamità, vi mandava conampi poteri il consigliere e refe-rendario di Stato conte De Lovvaz,perchè in qualità di commissarioregio ponesse in opera ogni mez-zo, ogni misura che fosse credutacapace di arrestarla e di spegner-la . Il Gautieri trovavasi allora aBuda, e se da un lato gravementesi turbò alla notizia di un malore,il cui nome suona sì spaventosofra le nazioni, si felicitò dall’ al-tro che un sì largo campo gli si