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giorno otto di gennaio di quellostesso anno in Gyula volle pure conorrevolissimo indirizzo esporre asua altezza serenissima l’arciducaPalatino i diritti acquistati dalGautieri alla riconoscenza degliUngheresi, e vivamente racco-mandarne la persona.
Poiché cessarono in Ungheriale influenze del contagio e gli ap-parati guerreschi, e poiché ebbeparatamente visitate , studiate eraccolte le ricchezze minerali diquel regno, il Gautieri passò, co-me accennai di già, in Sassoniaed in Prussia. SofFermossi a Frey-berg, a Cbemnitz, a Dresda, aLipsia, ad Halle, a Gottinga , aGotha, a Berlino, e strinse amici-zia con Werner, con Goethe, conBlumenbach , Schelling , Spren-gel, Schrader ed altri uomini som-mi in ogni maniera di sapere. Sic-come poi nulla aveavi di soverchioo di difficile per lui, cosi un nuo-vo studio aggiunse in que’ paesi aquello della medicina e della mi-neralogia, nei quali potevasi ornaidire eccellente. Parlo qui dellascienza forestale, che come ognu-no sa, in que’paesi appunto ebbeorigine, incremento e perfezione.L’importanza di questa scienza,considerata tanto in sé stessa quan-to ne’ suoi rapporti colla metallur-gia e colla igiene pubblica , erastata fortemente sentita dal Gau-tieri fin dal principio della suacarriera scientifica ; ma, com’eglidiceva, ricordando que’ felicissimigiorni di sua vita, fu 1 ’ Istituto diWalthershausen, che lo invogliòdi abbracciarne di proposito e nel-le sue specialità più minute lo stu-diò . Sarà superfluo a molti, manon discaro a taluno de’miei let-tori, il significare che in quella cit-tà di Sassonia esiste e fiorisce daoltre mezzo secolo un'accademiaed una scuola unicamente intesea diffondere e perfezionare la scien-za dei boschi e della caccia. Giun-
tovi il Gautieri nella primaveradel 1799 vi fu immantinente no-minato membro onorario, il cheprova a non dubitarne che su quel-le scienze ei non era già fin d’al-1 ora nè nuovo , nè leggermenteversato. Ma comunque fosse, 1 ’ ag-gregazione ad un corpo di dotti sirispettabili, e ad un Istituto ditanta utilità, lo determinò a con-vertire in profonda ed ordinatadottrina, quanto forse non era inlui stato fin allora che semplice e-rudizione : il che fu gran venturaper l’Italia, giacché se il Gautierinon introdusse fra noi questa scien-za, della quale avevano già scrittoil Del Bene e il Comparetti, cer-to la ristorò, la promosse, e, comevedremo, con egregie scritture laillustrò .
Grandi avvenimenti frattantoeransi compil iti, ed altri andavan-si preparando» in Italia, involta sic-come era e trascinata nelle cose diFrancia. Sortfi per far b reve e vanamostra di sé la Repubblica Cisal-pina, cacciati i reali di §àv<'ìa, ag-gregato il novarese territorio allanovella repubblica. A questi an-nunzi parve tempo al Gautieri dicessare dai viaggi in tevre st ranie-re ; attraversò la Franconia e laSvevia, entrò nella Svizzera, e do-po otto anni di assenza, ricco difama e di sapere più che 1’ età suanoi paresse consentire, ripatriò sulfinire del 1800.
I tempi correvano tristi in que-sta parte d’ Italia non solo ne’ ri-guardi politici, ma altresi ne’ ri-guardi sanitari. Una febbre putri-da, maligna e contagiosa menavastrage nelle bestie bovine, l’epi-demia di Genova, conosciuta poiper gli eccellenti scritti del Raso-ri sotto al nome di febbre petec-chiale , infieriva negli uomini .Queste calamità poser di nuovo asplendide prove la dottrina delGautieri e la sua devozione allacausa del ben pubblico. Nominato