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[Volume primo e volume secondo.]
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pressoché al suo arrivo membrodella commissione di sanità deldipartimento dell’Agogna concor-se col consiglio, coll’opere e conviaggi a proprio conto intrapresialla estinzione della prima : depu-tato poi dalla commissione gene-rale di sanità ad arrestare in queldipartimento la seconda, incredi-bili furono le cure e le sollecitu-dini d’off ni maniera con cui vi siadoperò. E che le savie provviden-ze da lui date, e 1 ’ opera sua infa-ticabile vi abbiano prodotto queibuoni effetti che la commissione,o dirò meglio l’umanità ne atten-deva, chiaramente il dimostra e1 ’ essere stata la mortalità in queldipartimento assai meno conside-revole che negli altri della repub-blica, e il non essersi la malattiapropagata oltre a que’ limiti topo-grafici, nei quali il Gautieri l’ave-va trovata: di che se non parlaronole storie mediche di quel tempo,che io ben noi so, certo il ricorda-no e con piacere lo attestano i con-temporanei i e vive anco la ricor-danza di un fatto, il quale piutto-sto unico che raro può dirsi negliannali della medicina: di sessan-tacinque individui, che in Pale-stre vennero quasi a un tempogravemente attaccati dal morbo,ed ai quali il Gautieri prestò per-sonalmente assistenza, neppur li-no peri. — E lo stesso zelo che loanimava nello estinguere la epi-demia , fu da lui mostrato nelcombattere e togliere i pregiudi-zi che si opponevano all’ introdu-zione della vaccinazione 5 la qua-le siccome la più utile delle sco-perte, così fu di tutte la più con-trastata e ne’suoi principii di ap-plicazione più vilipesa. In Ita-lia il Gautieri fu de’ più sollecitia favorirla : nel dipartimento poidell’ Agogna ei ne fu il primo opiu fervido promotore. E perchèpiacemi avvalorare quanto dico diprove atte ad escludere ogni so-

spetto di soverchia commendazio-ne ; io mi riferisco alle lettere cheil Gautieri medesimo diresse almarchese Arborio De Brème, inallora presidente dell’amministra-zione dipartimentale, e che tro-vasi unita aW Istruzione al popolosulla Vaccina fattasi pubblicaredal presidente suddetto in Nova-ra P anno i8o5 coi tipi di Giovan-ni Rasario . Da questa lettera siraccoglie come egli si affrettò dimettere a profitto l’amicizia con-tratta nel tempo de’suoi viaggi coipiù celebri medici d’ Alemagna ed’Italia a fine di procacciarsi lamateria vaccina più pretta, e vol-gerla quindi in prò de’ suoi con-cittadini. Ei ne chiese e ne otten-ne da Frank , da Hartenkeil, daReil, da Sprengel, da Loder, daWedekind, da Ilebenstreit, daRoose, da Reimarus, da Hufeland,da Careno, da Mascagni, da Mo-relli, da Giannini, da Monteggiae da Sacco. Ma o fosse, com’ei la-sciò scritto , che una dissonanzaassoluta di circostanze resó avessemeno suscettibili del benefico con-tagio i vaccinati, o fosse mancan-za di perizia nei vaccinatori , ofosse che il vaccino avesse nel tem-po del suo trasporto perduta partedella sua attività, o che finalmen-te non fosse il vaccino stesso statoraccolto, come era di mestieri, econservato in recipienti adattati ;gli esperimenti intrapresi collamateria inviata da quegli uominiinsigni non corrisposero piena-mente alla sua aspettazione. Lun-gi però dallo sconfortarsi nel ve-der falliti tanti e sì variati tenta-tivi, e lungi dal mettere in dub-bio per questi fatti od impugnarela facoltà antivaiolosa della vacci-na, siccome per eguali motivi fufatto allora da molti con pubblicoscandalo e danno, rivolse le suedomande ad altri dotti, ad altripaesi, e la sua perseveranza ebbeinfine il più caro dei premi che