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[Volume primo e volume secondo.]
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nunc . versa . cernulus ■ ipse ■ ro-go — lector . vive . vale — Lo-doix . patruo . benemerenti . cumlacrimis .

Michele Caffi.

PAIOLA(F hancesco ), nacquenel territorio di Verona 1’ anno174*3 0 si mise sotto la direzionedel famigerato Manzoni, accioc-ché lo addestrasse in quell’ arteeh' egli sapeva tanto egregiamen-te praticare. 11 buon seme alloga-to in ubertosa terra fruttò abbon-devole messe, cbè il Manzoni col-1’ esempio e co’consigli sibene in-namorò il Pajola della chirurgia ,che questi, vinto un grosso ternoal lotto, pensò trarne da quello fe-licissimo partito, e mantenersi de-corosamente nell’ Atene modernala voltatile Parigi, fatta allora se-de dei più eccelsi ingegni allarga-tori dei confini posti dalla naturaalla esterna Igea. .Recatosi di voloa quella metropoli, ne visitò glispedali tutti, ne avvicinò i più en-comiati professori, studiò attenta-mente le loro teoriche , e più ditutto i loro metodi di operare, in-di passò a Montpellieri diportan-dosi pure colà come fece a Parigi.Se non che le scuole chirurgichetutte di Europa risuonavano allo-ra del nome di Lecat ; Lecat ri-chiedevano le cattedre tutte dichirurgia ; Lecat amavano sentiregli studenti di tal scienza ; Lecatinvocavano ad alta voce i malatishe potevano ( per doni di fortu-na ) a lui recarsi, specialmente semaltrattati da calcoli ; c Lecat pu-re volle a maestro il Pajola , por-tandosi perciò a Ruen. Giunto co-là tanto piacque, tanta grazia tro-varono le maniere sue, la sua at-titudine per l’arte, ed il trasportodi cui per essa mostravasi animatopresso il rinomatissimo Lecat, cheil volle non già a discepolo, ma acollega, commensale, anzi indivi-duo di sua famiglia.

Ritornato dopo un anno a Pari-gi pieno di scienza e di abilitànell’ operare ( sicché la fama suagià risuonara nei primari crocchigentili, colti e scientifici della cit-tà ) ma esausto di denaro, fu daiprimarii soggetti di quella metro-poli presentato anche con com-mendatizie attestazioni dei suoiprofessori, al nobilissimo amba-sciatore veneto di allora, PietroGradenigo, che fatta calda e favo-revole menzione di lui alla sere-nissima signoria veneta, la indus-se nella determinazione d’invitar-lo a Venezia coll’annuo stipendiodi ducati ottocento d’ argento, ac-ciocché dasse pubbliche lezioni diistituzioni chirurgiche e di chi-rurgia pratica. Teneva allora loscettro della veneta chirurgia ilfamoso Menino, che reso oltre co-gli anni, e decaduto un po’ dallapubblica estimazione per la mol tedella dogaressa di allora che ripor-tò una vastissima combustione, avincere la quale tacciossi di tar-danza il curatore Menino, questidovette per le antidette ed altreragioni cedere la supremazia chi-rurgica in Venezia al Pajola, lacui bellissima, giocondissima e fe-licissima maniera di effettuare lepiù malagevoli chirurgiche opera-zioni, assai più che la facondia noidarne le teoriche, attraeva da lon-tane regioni gli amatori e seguacidella chirurgia; ed allievi suoi furono e i Pajola attuali, e i Mai-a-ni, e i Campana, e i Costantini, iLorenzo Fabris, iCumano, i Por-talli pi, i Mattiuzzi, i Pietro So-gralì, e tutti i preclari chirurghidi Venezia e dei suoi circonvicinipossedimenti.

In quanto poi al suo modo dicondursi nella cistidolornia, chufu 1’ operazione che il fece salirein tanta rinomanza, il processo diLecat è quello che con tanto buonsuccesso fu sempre usalo dall’illu-si re professor Francesco Pajr-la,